L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 dicembre 2015

Industria Italiana Autobus, la manifattura è uno degli elementi strategici dell'Italia

Industria italiana autobus: Fiom, lavoratori a rischio, serve ricapitalizzazione
 
09 dicembre 2015 ore 18.33

Si è tenuto nella mattinata di oggi, presso il ministero dello Sviluppo economico, l'incontro su Industria italiana autobus, alla presenza dei rappresentanti del Mise, di Invitalia, delle Regioni Emilia Romagna e Campania, dell'azienda e dei rappresentanti sindacali territoriali e nazionali.
All'inizio della riunione l'amministratore delegato di Industria italiana autobus, Stefano Del Rosso, ha spiegato lo “status quo” sul piano societario e produttivo. Inoltre, ha dichiarato, che la società vedrà un aumento di capitale sociale – da 4,25 a 10,5 milioni di euro – per ottemperare alle richieste di Invitalia che a sua volta erogherà il finanziamento previsto per lo stabilimento di Flumeri (Avellino).
Per Michele De Palma, responsabile del settore automotive della Fiom Cgil, “ad un anno dall'accordo sottoscritto, il quadro è molto preoccupante: senza alcuna informazione nei confronti dei lavoratori la proprietà ha proceduto ad una modifica degli assetti societari – non c'è più King Long ed è subentrato un nuovo socio –, alla modifica unilaterale del cronoprogramma visto che ad oggi sarebbero dovuti essere in stabilimento 146 lavoratori a Flumeri almeno per il revamping e la 'customizzazione' di cui ad oggi si sono perse le tracce. In tempi brevi debbono partire le opere di riqualificazione dello stabilimento, l'ambientalizzazione e la formazione delle maestranze, premesse fondamentali alla realizzazione del piano”.
“Per quanto riguarda lo stabilimento ex BredaMenarinibus di Bologna – continua – pur essendo al lavoro le maestranze per evadere gli ordini esistenti, permane una fortissima preoccupazione per il futuro, per lo sviluppo di un’offerta in grado di essere competitiva vista la potenziale ripresa di investimenti annunciata dal Governo sul rinnovamento del parco autobus tra i più obsoleti d'Europa”.
“Ora è assolutamente necessario che, come sollecitato anche dal governo – conclude De Palma – l'azienda presenti un nuovo piano industriale, gli ordini in portafoglio e il programma di ricollocazione al lavoro delle maestranze”. Il prossimo incontro è già convocato per il 12 gennaio, nell'attesa l'azienda si è fatta carico di verificare con il ministero del Lavoro la cassa integrazione per il secondo anno per i lavoratori di Flumeri.

http://www.rassegna.it/articoli/industria-italiana-autobus-fiom-lavoratori-a-rischio-serve-ricapitalizzazione 

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