L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 dicembre 2015

La corruzione consuma la fiducia in tutte le istituzioni, anche i militari ne sono coinvolti

Operazione Strade sicure. “Sembrate i padroni delle strade”

24/12/15
E’ successo ieri per strada a Roma. Camminavo per  i regali di natale al centro di Roma e ho assistito ad una scena che mi ha lasciato sgomento.
Nei pressi di una postazione di militari, impegnati nell’operazione “strade sicure”, si stava effettuando il cambio della guardia con lo spostamento di un mezzo militare. Per pochi istanti si è creata una coda di auto. Ero lì e ho sentito gran parte degli occupanti inveire contro i nostri militari. Un italiano, anziano, a voce alta diceva sti c…. di militari, “sembrate i padroni delle strade”. Mi sono allontanato vedendo i poveri ragazzi con le stellette che cercavano di velocizzare le manovre come se fossero dei ladri.
Nella stessa giornata mi sono avvicinato alla zona di Via XX Settembre per consumare uno spuntino in uno dei tanti bar a ridosso del ministero della difesa. C’erano parecchi militari in uniforme che si mescolavano a tanti ragazzi in borghese, probabilmente studenti. Si era creata un po’ di fila al banco dei caffè e anche in questa occasione un ragazzotto rideva con l’amica e diceva : “però sti c…. di militari”.
In un solo giorno due episodi di pressapochismo tutto italiano. Non per tornare a fare l’esterofilo, però nei paesi anglosassoni i militari sono sempre omaggiati dai connazionali e mai derisi.
Mi sono chiesto perché tutto questo. Poi ho ricordato il periodo dei mondiali di calcio. L’unico periodo in cui tutti gli italiani si sentono italiani e espongono sui balconi il tricolore. Quasi sempre nel verso sbagliato. Perfino presso un importante centro commerciale ho notato il tricolore che sventolava nel senso rosso, bianco, verde. Rimasi senza parole.
Questo per dire che l’italianità si deve sentire dal di dentro e non deve uscire fuori solo quando gioca la nazionale di calcio. I militari impegnati nelle missioni di pace all’estero e in Italia per garantire la sicurezza del Paese meriterebbero un grazie incondizionato. Anziché inveire per una momentanea coda, bastava tacere e sorridere. Solo perché è Natale anche per loro. Quanti di loro trascorreranno le festività, lontani dai propri cari, per strada oppure nel deserto per  farci vivere meglio?
La colpa di tutto questo è la mancanza di conoscenza e la spavalda avversità verso lo Stato e verso le istituzioni. I militari in uniforme durante il servizio rappresentano una Istituzione della Repubblica. Inveire vuol dire, inveire contro lo Stato e la Repubblica.
Italiani svegliatevi, è rimasto poco a cui credere davvero. In un mondo dove si cerca di sovvertire tutto e far passare l’anormale per normale e viceversa, l’unica certezza la danno i nostri militari, carabinieri, poliziotti e tutti coloro che hanno giurato fedeltà alla Repubblica italiana fino all’estremo sacrificio.
Il compito della classe dirigente politica e anche della scuola è quella di insegnare a  rispettare i simboli della Repubblica. Il Tricolore e le Forze Armate ne sono la massima espressione.
Buon Natale a tutti.
Femaz

http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/operazione-strade-sicure-sembrate-i-padroni-delle-strade 

Nessun commento:

Posta un commento