L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 dicembre 2015

Parigi&Roma, le categorie ‘destra’ e ‘sinistra’ non sono più in grado di capire le esigenze dell’uomo contemporaneo

Ballottaggio Francia, Massimo Fini: “Il Terrore dei partiti tradizionali e il caso Corsica: occhio alla novità"
14 dicembre 2015 ore 17:40, Lucia Bigozzi
Ballottaggio Francia, Massimo Fini: “Il Terrore dei partiti tradizionali e il caso Corsica: occhio alla novità'
“In Francia non ha vinto la democrazia ma i partiti tradizionali che vogliono che nulla si muova”. Concetto-chiave dell’analisi che Massimo Fini, giornalista e scrittore, articola nella conversazione con IntelligoNews il giorno dopo il ballottaggio in Francia. Con una sottolineatura sulla Corsica…

Con la “Santa Alleanza” Sarkozy-Hollande, in Francia ha vinto la democrazia?

«No. Il voto dimostra semplicemente la paura che i cosiddetti partiti tradizionali hanno di un Movimento, come del resto accade in Italia con il M5S, che potrebbe rovinare i loro piani che io considero meschinissimi. Non che abbia simpatia per la Le Pen, ad esempio sull’immigrazione sono lontanissimo, ma sento questo come segno del fatto che si è trattato di un voto per mantenere lo status quo, ovvero perché nulla si muova. E, invece, il movimento Lepenista qualcosa muove e questo terrorizza i detentori del potere»

Come spiega il fatto che molti operai e lavoratori tradizionalmente di sinistra o di centro, hanno votato il Front National? 

«Non c’è nulla di strano. Da tempo sostengo che le categorie ‘destra’ e ‘sinistra’ non sono più in grado di capire le esigenze dell’uomo contemporaneo. E dunque, il fatto che categorie che tradizionalmente stavano a sinistra adesso vanno un po’ dove vogliono, secondo me è veramente un segno di democrazia, ammesso che uno voglia credere alla democrazia. Segnalo in proposito un dato che non è stato sottolineato abbastanza: in Corsica hanno vinto gli indipendentisti. Io definisco la Corsica il luogo più vicino e più lontano dall’Occidente e per certi aspetti potrebbero assomigliare all’Afghanistan. Non sottovaluterei l’esito del voto in Corsica»

Non ritiene che ormai le categorie “destra” e “sinistra” non esistono più e che semmai esiste una ricetta liberista dettata dall’Ue alla quale sia i partiti di centrodestra che di centrosinistra si sono piegati? 

«Il crollo del marxismo non poteva che portare, in un tempo che potrebbe essere più o meno lungo, al crollo del capital-liberismo. Sono come le arcate di un ponte, se ne crolla una, poi ne crolla pure l’altra, se non altro per eccesso di spinta. Non a caso è nato il cosiddetto “turbo-capitalismo”»

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