L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 dicembre 2015

Pomezia, il Tar e la regione Lazio vogliono più cementificazione

In ballo i nomi di due consiglieri M5S

Torvaianica Alta, TAR ferma la delibera comunale e cita un conflitto d'interessi

Nella foto: viale Torvaianica Alta
Nella foto: viale Torvaianica Alta

Il Tar finalmente si è pronunciato sulla questione del piano particolareggiato di Torvaianica Alta, e nell'ordinanza emessa ieri dal tribunale amministrativo (a cui ha fatto ricorso il responsabile di una delle società edili coinvolte) è stata imposta al Comune di Pomezia una sospensiva della delibera di annullamento in autotutela della variante al Piano particolareggiato della zona. Un atto su cui si era già espressa - negativamente - la Regione Lazio, che alcuni mesi fa ha inviato a Pomezia un commissario "ad acta" per valutare la situazione. Ma il tribunale amministrativo si spinge oltre, ritenendo "fondata" la circostanza di un presunto conflitto d'interessi di due consiglieri comunali pentastellati proprio su quella zona.
Il Tar non si esprime ancora sulla "effettiva sussistenza dei presupposti tecnici di annullamento della variante", cioè sulle ragioni che ha apportato il Comune di Pomezia per giustificare la propria azione amministrativa. Sul merito del presunto "grave sottodimensionamento degli standards urbanistici" (questa la contestazione fatta da piazza Indipendenza alla variante annullata) si dovrebbe discutere il prossimo 24 maggio, in un'udienza pubblica. Fino ad allora gli effetti della delibera della Giunta Fucci sono stati sospesi, limitatamente alle aree su cui ha interessi il costruttore che ha fatto ricorso. 
Alla base della sospensiva questioni di "procedura" ma anche, come dicevamo sopra, un presunto conflitto di interessi di due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle: il capogruppo Giuseppe Raspa e Gianfranco Petriachi, anch'essi costituitisi in giudizio. I due sarebbero stati tirati in ballo proprio dal costruttore che ha fatto ricorso in quanto (questa la contestazione) hanno votato la delibera di annullamento in autotutela nonostante sembra siano proprietari di immobili proprio a Torvaianica Alta. Secondo il Tar "appare fondata, sempre nei limiti della presente fase cautelare, anche la censura inerente il conflitto di interessi attesa la deduzione svolta in merito dalla parte ricorrente e la circostanza che la rimozione della variante, nella parte in cui comporta la riduzione dei volumi edificabili, genera un vantaggio immediato e diretto (in termini di minore aggravamento del carico urbanistico del comprensorio) a favore dei suddetti consiglieri in quanto proprietari di immobili nella medesima zona".
Inoltre, per il tribunale amministrativo del Lazio, il Comune avrebbe dovuto coinvolgere la Regione (che esercita un potere di controllo) nella decisione di annullare in autotutela la variante al piano particolareggiato, seguendo quindi lo stesso procedimento previsto in fase di approvazione degli "strumenti" urbanistici. In caso contrario, spiega il Tar, "si perverrebbe alla conseguenza che, in sede di autotutela, il Comune eserciterebbe un potere di maggiore ampiezza rispetto a quello di cui è titolare in fase di formazione dello strumento urbanistico". 
Sulla vicenda, lo ricordiamo, pendono ancora i ricorsi al Tar presentati dal Comune di Pomezia nei confronti della Regione Lazio contro la decisione di non procedere all'annullamento della variante al PPE di Torvaianica Alta, come invece avrebbe voluto la Giunta Fucci. L'Ente di Piazza Indipendenza ha fatto ricorso al tribunale amministrativo anche contro la decisione della Pisana di nominare un commissario ad acta.

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