L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 dicembre 2015

Renzi bugiardo, per proteggere profitti dei privati vuole mandare a Mosul 450 soldati pagati con soldi pubblici

Iraq smentisce Renzi: “nessun accordo con l’Italia per la diga di Mosul” 

22 dicembre 2015, di Alessandra Caparello

BAGHDAD (WSI) – Botta e riposta tra il governo di Baghdad e quello italiano in merito al presunto invio di 450 militari italiani per difendere la diga di Mosul. Circa una settimana fa il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva annunciato un accordo ma oggi dall’Iraq il portavoce dell’esecutivo, Saad al Hadithi smentisce qualunque trattativa in corso.

“Nessuna intesa è stata finora sottoscritta tra governo iracheno e italiano”.

Intanto però il ministro della difesa, Roberta Pinotti ha reso noto che la missione italiana in Iraq verrà pianificata dopo l’assegnazione del contratto per il consolidamento della diga alla società italiana Trevi che, secondo lo stesso portavoce iracheno, ad oggi ha “presentato i documenti per partecipare alla gara”, ma secondo il ministro è l’unica ditta oggi candidata.

Una prima ricognizione in loco è stata eseguita giorni fa e altri sopralluoghi sono in programma, da parte di un team composto da militari italiani e altri presenti già in Iraq. Da Baghdad però le reazioni non sono tutte entusiaste. Il ministro delle risorse idriche, Mushin Al Shammary ha affermato accogliendo l’ambasciatore italiano:

“L’Iraq non ha bisogno di alcuna forza straniera per proteggere il suo territorio, i suoi impianti e la gente che ci lavora”.

Nessun commento:

Posta un commento