L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 dicembre 2015

Renzi, l'imbecille, occupa pervicacemente e costantemente la Tv

20/12/2015 06:06

POLITICA E TV

Nei telegiornali parla soltanto Renzi

Rai, Skytg24 e La7: i tg sono occupati dal governo e dalla maggioranza. Le opposizioni conquistano più spazio esclusivamente sulle reti Mediaset

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L’Italia è al 49esimo posto nel mondo per la libertà d’informazione: con questa inquietante premessa sono stati diffusi i dati sulla presenza della politica nei tg. Il risultato lascia pochi dubbi: il premier Matteo Renzi è una sorta di superstar che sovrasta tutto il resto della dialettica del Belpaese, compreso il capo dello Stato che, qualche volta, risulta perfino snobbato. Dati diffusi da OpenTg, un «progettone», molto legato all’universo M5s (tra i promoter Roberto Fico). E se c’è qualcuno che è snobbato, almeno a sentire loro, è proprio il MoVimento 5 stelle.

«In particolare il Pd - annunciano i grillini della commissione di Vigilanza Rai - prima lamenta la scarsa attenzione della stampa arrivando addirittura a intimidire i giornalisti, come successo in più di un’occasione con il Tg3, poi, però, occupa tutti gli spazi possibili e immaginabili. Dopo aver per anni inveito contro Berlusconi, Renzi e il suo partito ripropongono i suoi stessi comportamenti, occupando Rai e Sky senza ritegno. Nell’informazione del servizio pubblico - proseguono - per quanto riguarda il mese di novembre il blocco governo-maggioranza ha avuto oltre il 60% dello spazio e a tutte le opposizioni, nel loro complesso, soltanto il 18%. In particolare parliamo del Tg1 di un Orfeo magari in cerca di riconferma, del Tg3 che qualcuno era arrivato a definire "grillino", e di Rainews24. Queste testate sono schiacciate sull’esecutivo e sulle forze politiche che lo sostengono, così facendo marginalizzano interamente le minoranze e sviliscono il ruolo della principale opposizione di questo Paese». «Non va meglio su Sky Tg24 - proseguono i M5S - dove il blocco governo e maggioranza resta intorno al 70% del tempo di parola: uno spazio abnorme che inficia qualsiasi equilibrio nel pluralismo».

Non per niente OpenTg si presenta con l’inquietante dato sulla libertà di stampa, ricavato dal World Press Freedom Index realizzato dall’associazione Reporter Senza Frontiere. Uno degli obiettivi principali del progetto OpenTv è quello di rendere fruibili i dati statistici attualmente disponibili sotto forma di report e comunicazioni dell’Autorità. Così troviamo la percentuale di tempo riservato dai tg ai vari partiti. Il premier la fa da padrone, piazzandosi, nel totale delle reti, al primo posto dei più «ascoltati», con una mega-percentuale di attenzione pari al 22.5%. A seguire governo, ministri, sottosegretari che totalizzano un 17%. Così governo più maggioranza arrivano al 58,3 a contro il 26,5% lasciato all’opposizione. Non per nielte OpenTg si presenta così: «I dati sul pluralismo politico in tv come non li avete mai visti!» Il progetto nasce nel settembre del 2014 allo scopo di diffondere i risultati del monitoraggio sul pluralismo politico in televisione. Sul sito vengono pubblicati i dati sulle presenze di soggetti politico-istituzionali nei telegiornali nazionali, con aggiornamenti costanti sulle deliberazioni dell’Autorità Garante per le Comunicazioni.
Antonio Angeli

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