L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 dicembre 2015

Siria&Parigi, Turchia, Israele curano i feriti dell'Isis/al Qaeda

Isis: “il califfo Al Baghdadi trasferito dalla Cia e curato in Turchia”

10 dicembre 2015, di Alessandra 
 
La notizia arriva dall’agenzia di stampa iraniana Fars e se fosse confermata getterebbe sulla Turchia l’accusa di essere complice dell’ISIS, dopo le accuse della Russia, secondo cui farebbe affari acquistando con il traffico illegale di petrolio dai territori controllati dagli islamisti sunniti. Un’altra accusa ricorrente ad Ankara è quella di accogliere i combattenti Isis feriti nei propri ospedali.
Intanto le forze dell’Isis sono in rapida espansione nel territorio libico dove una colonna è stata bloccata da raid aerei del governo di Tobruk alla periferia di Bengasi.

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