L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 dicembre 2015

Siria&Parigi, tutti i tagliagola vogliono mandare via il governo legittimo di Assad e poi ci sono i governi collusi ...

Nessun negoziato con i “gruppi armati”. Assad dice no a opposizione e ribelli

12/12/2015

Nessun negoziato di pace con i “gruppi armati”. Stati Uniti e Arabia Saudita vogliono farmi trattare con dei terroristi. Bachar Al-Assad respinge al mittente la proposta emersa al termine della due giorni che ha riunito diversi gruppi ribelli ed esponenti dell’opposizione siriana a Riad, in Arabia Saudita. “Lascino prima le armi – ha aggiunto Assad -. Poi potranno unirsi al governo”.
Opposizione e ribelli chiedono invece che sia lui a lasciare, prima di un periodo di transizione. Ed è forse questo che da Parigi fa dire a Kerry che in merito all’accordo siglato a Riad “restano ancora degli interrogativi e dei nodi da sciogliere”. Anche se poi aggiunge: “Sono fiducioso che potremo venirne a capo.
Determinante potrebbe essere il viaggio, annunciato prima dell’intervento di Assad, che martedì dovrebbe portarlo a Mosca per incontrare Putin e Lavrov. L’insistenza occidentale per indurre Assad a lasciare è un “enorme errore” – ha ribadito da Roma il Ministro degli esteri russo, così prendendo anche le distanze dalle richieste di opposizione e ribelli siriani. “Ritengo però positiva la decisione di intervenire in maniera concreta – ha aggiunto a questo proposito – identificando i gruppi terroristi e aiutando le Nazioni Unite a riunire una delegazione per i negoziati con il governo. Se ciò sarà fatto, potremmo già incontrarci la prossima settimana”.
Fervido il lavorio diplomatico anche tra i Paesi contrari ad Assad: mercoledì è previsto un tavolo a Parigi, volto proprio a coadiuvare il processo di selezione della delegazione che ancora si spera potrà incontrare Assad.

http://it.euronews.com/2015/12/12/nessun-negoziato-con-i-gruppi-armati-assad-dice-no-a-opposizione-e-ribelli/ 

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