L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 dicembre 2015

Sistema Bancario, il governo pagliaccio&corrotto salva le banche e mette sul lastrico i risparmiatori, TUTTI i soldi devono essere restituiti

Crack banche: 200 manifestanti davanti a Bankitalia per chiedere la restituzione dei soldi

con un post di Annamaria Lusardi per Econopoly22 dicembre 2015

(LaPresse)

Circa 200 risparmiatori delle banche coinvolte dal salva-banche (Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti) hanno protestato in via Nazionale a Roma, a pochi metri dalla sede di Bankitalia. I manifestanti hanno chiesto il rimborso integrale dei risparmi e le dimissioni del governatore Ignazio Visco per il mancato controllo. La nuova struttura delle quattro banche salvate ha reso noto che sarebbero 1.010 piccoli risparmiatori (persone con meno di 100mila euro di risparmi presso la banca) i casi più esposti delle 4 banche coinvolte nel salvataggio del governo, per un controvalore di obbligazioni subordinate di 27 milioni. In totale i clienti privati possessori di obbligazioni subordinate sono stimati in 12.500 per un controvalore di circa 431 milioni di capitale.

Nel mirino della protesta delle “vittime del salva-banche” sono finite comunque tutte le istituzioni italiane, dal governo al presidente Mattarella, tanto che i manifestanti sono arrivati ad appellarsi al Papa a cui è stata inviata una lettera dal Comitato Vittime salvabanche, Adusbef e Federconsumatori, per chiedere un'udienza. «Confidiamo in Lei caro Papa Francesco - si legge nella missiva - per aiutarci a far comprendere a governanti sordi e ciechi, a tecnocrati, cleptocrati europei di Troika e Bce che stanno portando il mondo verso la catastrofe, che non può essere il paradigma dell'arbitrato affidato a foglie di fico a restituirci la dignità, ma il risarcimento integrale dei nostri beni espropriati». 



Slogan e cartelli per chiedere la restituzione dei risparmi 

«Vogliamo i nostri soldi», «Ladri» e «Vergogna», sono stati alcuni dei cori dei circa 200 manifestanti del Comitato vittime del Salva banche, che hanno accusato di inerzia la Banca d'Italia e il Governo» nella vicenda dei 4 crack bancari . I manifestanti hanno esposto cartelli come “Lo Stato assassina la democrazia”, “Ucciso dal terrorismo finanziario”, un richiamo al gioco Monopoli che diventa “Renzopoli”, mentre diversi cartelli chiedevano la restituzione dei risparmi e attaccavano Banca d'Italia e Consob per la mancata vigilanza. Sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni, uomini, donne, pensionati e piccoli azionisti con slogan e cartelloni hanno urlato la loro rabbia contro una vicenda «che sta assumendo caratteri nazionali». 

Durante la protesta, organizzata da Adusbef e Federconsumatori, si sono avuti momenti di tensione con i manifestanti che hanno improvvisato un mini corteo non autorizzato verso la sede della Banca d'Italia con il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che ha tentato di bloccare la marcia, arrivando anche allo scontro verbale con gli altri organizzatori. «Queste persone non devono rovinare tutto con azioni sconsiderate - ha detto - se fanno in questo modo ci mandano tutti al diavolo». Il corteo è stato comunque bloccato dale forze dell'ordine a pochi metri dal PalaExpo. Una delegazione, però, si è potuta incamminare verso Bankitalia.

«Con questo decreto si sta dicendo al Paese che il risparmio può essere portato via, è un messaggio gravissimo e delirante», ha detto il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, durante la manifestazione di protesta dei risparmiatori vicino alla Banca d'Italia. Trefiletti si è chiesto «dov'era chi doveva controllare? Cioè Bankitalia e Consob? Visco e Vegas devono chiedere scusa agli italiani e poi andare a casa» per la mancata vigilanza. Il presidente di Federconsumatori ha poi annunciato che la battaglia proseguirà con un altro sit-in davanti la Consob e una grande manifestazione «la battaglia è con il governo perché trovi le soluzioni. Sennò andremo anche per vie legali. Il governo metta in campo il fondo interbancario»

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