L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 gennaio 2016

2016 crisi economica, dopo l'aumento ideologico di dicembre 2014 la realtà impone di lasciare invariati i tassi d'interessi

LA CRESCITA USA RALLENTA, L'INFLAZIONE RESTA BASSA LA FED LASCIA I TASSI FERMI A 0,25%-0,50% 
Per la Banca centrale Usa, l'andamento dell'economia garantisce solo aumenti graduali dei tassi di interesse 
 27 gennaio 2016 
















Come previsto, il Federal Open Market Committee della Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi fermi allo 0,25-0,50%, il livello a cui il costo del denaro è stato portato il 16 dicembre scorso, quando fu annunciata la prima stretta dal giugno 2006. Dal dicembre 2008 i tassi erano fermi allo 0-0,25%, i minimi storici.

Il mese scorso era stata messa fine a un'era caratterizzata da una politica monetaria decisamente accomodante conseguenza della crisi finanziaria del 2008-2009, che portò la Fed stessa a tagliare i tassi su livelli mai visti prima di allora e a lanciare tre round di un programma di acquisto di Treasury e bond ipotecari chiamato allentamento monetario (o quantitative easing). Il primo round risale al 2008, il secondo al 2010 e il terzo al settembre 2012 (quest'ultimo portato a termine nell'ottobre 2014).

 Fed: crescita Usa ha rallentato, inflazione resta troppo bassa
La crescita dell'economia Usa "ha rallentato alla fine dello scorso anno" sebbene gli ultimi indicatori segnalino "un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro". Lo si legge nel comunicato diffuso dalla Federal Reserve al termine del direttivo di politica monetaria. "L'inflazione ha continuato a correre al di sotto dell'obiettivo del 2%, riflettendo in parte i cali dei prezzi dell'energia e delle importazioni non energetiche", aggiunge la Fed, "gli indicatori di compensazione dell'inflazione basati sul mercato sono scesi ulteriormente".

La Federal Reserve monitora sviluppi economici e finanziari a livello globale
La Fed sta monitorando "gli sviluppi economici e finanziari a livello globale e valuta le loro implicazioni sul mercato del lavoro e sull'inflazione e per l'equilibrio dei rischi all'outlook". Lo si legge nel comunicato pubblicato oggi dal Federal Open Market Committee, il braccio che si occupa di politiche monetarie della Federal Reserve. 

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