L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 gennaio 2016

Bamboccione al governo, una grande amicizia porta a pagare meno della metà del dovuto al contrario di un italiano medio che viene perseguito anche per un euro

Tim Cook a Palazzo Chigi incontra ancora Matteo Renzi: oramai è amicizia
di Gianfranco Giardina - 22/01/2016 


Nel pomeriggio del 22 gennaio 2016, Tim Cook, CEO di Apple, ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi. Dopo l'accordo fiscale e l'annunciata scuola di coding Apple a Napoli, Renzi può dare libero sfogo al suo amore per Apple.

Per la seconda volta in poche settimane Tim Cook si rivede con Matteo Renzi. La prima occasione, che risale allo scorso 10 novembre, era stata un pranzo a Milano, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Bocconi, a cui il CEO di Apple aveva partecipato come speaker d’onore.

A novembre 2015 Renzi aveva incontrato Tim Cook per un pranzo nel ristorante milanese di Carlo Cracco. A destra l'italiano Luca Maestri, CFO di Apple

Oggi, invece l’incontro è avvenuto a Roma, a “casa” di Matteo Renzi: Tim Cook è arrivato per pranzo a Palazzo Chigi, dopo essere andato in visita da Papa Francesco.

In mezzo a questi due incontri, due eventi notevoli, e di certo correlati: dapprima l’annuncio dell’accordo da oltre 300 milioni di euro tra Apple e il fisco italiano per sanare alcune situazioni contestate; e quindi – annuncio di ieri – la prospettatacreazione di una scuola di coding finanziata da Apple a Napoli, operazione che dovrebbe garantire, oltre ad un auspicato miglioramento delle competenze sullo sviluppo software dei giovani italiani, anche 600 posti di lavoro, che da quelle parti non guastano di certo.

Matteo Renzi è apparso cordiale e in sintonia con Cook: singolare anche la somiglianza dei vestiti, forse addirittura coordinata dagli uffici stampa.


Un amore, quello sbocciato tra Apple e il Governo, che sicuramente farà bene all’Italia, non foss’altro perché potrebbe far uscire allo scoperto, ingelositi, altri colossi dell’hi-tech, come Google, che invece sembrano meno vicini, come anche ha evidenziato una nostra inchiesta.

Peraltro il premier Renzi non ha mai nascosto la sua passione per Apple, diventandone quasi involontario testimonial, presentandosi spesso in pubblico con iPhone e Mac e citando spesso nei suoi discorsi i prodotti Apple come archetipo di semplicità di utilizzo.

Ecco Renzi qui sotto ripreso in parlamento con iPhone e MacBook in bella mostra.

E qui, ben più giovane, in visita alla sede di Cupertino di Apple.

Tim Cook ha incontrato, a margine del meeting con Renzi (che gli ha regalato, tra le altre cose, una Moka Bialetti), anche alcuni rappresentati del Governo: le ministre Stefania Giannini (Istruzione, Università e Rierca) e Maria Anna Madia (Semplificazione e Pubblica Amministrazione) e Paolo Barberis, consigliere per l’Innovazione del premier. Interessante la presenza del Ministro Madia, almeno pe gli amanti delle dietrologie: ci sono forse possibilità che la Pubblica Amministrazione passi al Mac?

Insieme a loro 5 giovani sviluppatori italiani (selezionati da Apple) hanno mostrato la propria soluzione a Tim Cook, alcuni anche con uno strategico e ben brandito iPhone. Ecco quelli che secondo Apple sono gli sviluppatori di app più promettenti e innovativi in Italia:

Stefano Portu, co-fondatore dell'appDove conviene, sicuramente la realtà più conosciuta del pool. Portu è laureato in scienze della Comunicazione a Bologna e con precedenti in Buongiorno e l’Espresso, forse anche da non annoverare più tra i “super-giovani” visto che si approssima alla quarantina…

Alessandro Petazzi, Ceo diMusement, app (e sito web) lanciato nel 2013 che suggerisce attrazioni turistiche in tutto il mondo, gestendo anche la biglietteria. Petazzi è un bocconiano con master a Copenhagen con trascorsi in Bain e Fastweb e con gli ultimi anni passati in On Cubed, società di sviluppo di app per Smart TV.

Filippo Veronese, Ceo e co-fondatore di Quokky, una app nata nel 2013 che gestisce in maniera elettronica documenti cartacei ed eventuali scadenziari semplicemente fotografandoli. Veronese ha un passato da imprenditore e ha collaborato alla realizzazione di diverse app, prima di Quokky, come quella della Milano City Marathon, Ferrari Tribute e 1000 Miglia, in collaborazione con Accenture.

Francesco Marino, co-fondatore diGaniza, una app che facilita l’organizzazione delle uscite serali con gli amici, suggerendo i migliori posti vicini e inviando, secondo i principi “social” le convocazioni in maniera automatica. Marino è un giovane siciliano, laureato in economia a Catania e con un master a Venezia in Digital Economics & Entrepreneurship.

Roberto Macina, Ceo e co-fondatore di Qurami, app che permette di gestire in maniera intelligente e dematerializzata le code, meglio del classico “bigliettino” del supermercato. Macina è un ingegnere informatico che ha ideato l’app ancora da studente, nel 2010, e l’ha realizzata, con alcuni co-fondatori, nel 2011. 

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