L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 gennaio 2016

Banca Etruria, il Boschi cerca nel sottobosco affaristico massonico il Direttore Generale in una banca sull'orlo dell'abisso

Banca Etruria, i consumatori: “Troppi 

bond”. Previsto un incontro con Nicastro 


18 gennaio 2016 
















“L’ultimo bollettino della Banca d’Italia, che ha pubblicato la notizia, in calce, del decreto salva banche del 22 novembre 2015, ha segnalato che le famiglie italiane stanno vendendo i titoli di Stato, che offrono discreti rendimenti, con quote detenute sul totale dei titoli, ridotta al 5,9%, investendo nel pozzo senza fondo del risparmio gestito, le cui alte commissioni applicate, molto spesso azzerano gli scarsi guadagni”. Lo affermano in una nota Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori) segnalando che “le banche in generale hanno continuato a effettuare in estate rimborsi netti di obbligazioni e le consistenze di bond a novembre erano pari a 410 miliardi (-13,4%), mentre si registra una contrazione delle emissioni di obbligazioni bancarie con minore consistenza nei portafogli delle famiglie italiane ed i risparmiatori retail”. Infine Adusbef e Federconsumatori, “che pur nutrendo una massiccia dose di scetticismo sul presidente delle 4 banche nominato dalla Banca d’Italia, l’ex Unicredit Roberto Nicastro, risponderanno all’invito ricevuto andando all’incontro che si svolgerà domani 19 gennaio nella sede di Nuova Banca Marche a Roma, ascoltando quali soluzioni avrà da proporre, per ristorare i gravissimi danni inferti a 130.000 famiglie espropriate”. Vegas: “Con i rimborsi ai truffati sarà dato il giusto” “La Consob collaborerà per far si che a chi è stato truffato sia dato il giusto”: parola del presidente, Giuseppe Vegas, secondo il quale una volta che i decreti per il rimborso dei risparmiatori saranno approvati dal Consiglio dei ministri “ci limiteremo ad applicarli e a dare la nostra massima collaborazione”. Parlando a margine della presentazione del rapporto sulla Corporate Governance Vegas ha ricordato che ci saranno dei tempi per presentare le domande di rimborso, poi la documentazione sarà esaminata, io penso molto celermente”. A suo avviso, infine, non ci saranno rischi di sovrapposizioni tra le authority: “penso che saranno assolutamente sminati – ha detto – non ci sarà questo problema”. Le opinioni sulla vicenda di Sinistra italiana “Emerge in questi giorni un’inquietante quadro di rapporti da parte dei genitori di figure chiave del governo con un torbido sottobosco affaristico-massonico, di cui il Pd ha giustamente denunciato la pericolosità negli anni scorsi. Siamo oltre lo stantio odore di massoneria di cui ha parlato tempo fa un autorevole giornalista italiano”. Lo dichiara il deputato di Sinistra Italiana Alfredo D’Attorre “Le spiegazioni fin qui fornite sulla vicenda di Banca Etruria da parte del Premier Renzi e della ministra Boschi appaiono a questo punto ancor più insufficienti. Senza un chiarimento profondo e risolutivo la vicenda rischia di minare la credibilità dell’intero governo”, conclude D’Attorre. “Dalle ultime notizie su Banca Etruria emerge un quadro molto preoccupante fatto di personaggi legati alla P2 e alla P3 e faccendieri di vario tipo. Sembra essere tornati indietro agli anni in cui banchieri, massoni, faccendieri e politici si spartivano gli affari. Ma soprattutto risulta chiaro il ruolo di primo piano del vicepresidente Boschi nella ricerca di un nuovo direttore generale che possa salvare la banca”. Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, componente della commissione Finanze di Montecitorio. “Per trovarlo, il vicepresidente Boschi – continua Paglia – non si rivolge a specialisti delle risorse umane, ma a Valeriano Mareddu, di professione ignota che si rivolge a Flavio Carboni, di professione faccendiere, già P2 e P3, che chiama in causa Gianmario Ferramonti, la cui ultima uscita pubblica é il funerale di Licio Gelli. Da questa accolita esce il nome di Fabio Arpe, che accetta, a suo dire, perché non si può dire di no al padre di un ministro importante”. “Boschi senior, prosegue l’esponente di Sinistra Italiana, fa il nome suggerito dal trio Mareddu-Carboni-Ferramonti a Bankitalia, che fortunatamente lo rigetta. Davanti a questo quadro, che rende evidente il ruolo di primo piano di Boschi senior all’interno della banca, la ministra continua a pensare che è stato fatto tutto per bene? Sulla vicenda la ministra non sappia più di quanto ha dichiarato in Parlamento”, conclude Paglia”. 
Fonte: ANSA

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