L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 gennaio 2016

Banca Etruria, il Rossi dimentica di far presente al Consiglio Superiore della Magistratura che non ha finito di indagare su 250.000 euro di evasione fiscale del Boschi e del Saporito

Banche: Etruria: Csm riapre istruttoria su pm Rossi
24 Gennaio, 2016, | Autore: Omero Oleotti


Giornata nera per il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, titolare delle inchieste su Banca Etruria.

Balduzzi ricorda che "avevamo già appurato nell'audizione del 28 dicembre con il procuratore diArezzo che l'esistenza, ancora per qualche tempo, di un suo rapporto di collaborazione con il dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi, non costitutiva un profilo di problematicità tale da mettere in dubbio la serenità, l'imparzialità, l'indipendenza del magistrato". A "inguaiare" il procuratore, le indagini svolte negli anni passati su Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena ed ex vice presidente di Banca Etruria. Panorama spiega che Rossi "venuto a conoscenza" del servizio pubblicato ieri sul giornale avrebbe giocato d'anticipo "inviando una lettera al CSM in cui ha scritto di essersi occupato in passato di procedimenti riguardanti Pier Luigi Boschi". Rossi ha deciso di scrivere al Csm dopo aver letto le notizie sulla possibile riapertura del fascicolo che lo riguarda e su cui la Prima Commissione aveva appena due giorni fa deliberato una proposta di archiviazione. Ne consegue che nulla è più scontato: "ogni determinazione della Commissione è stata rinviata all'esito degli approfondimenti", sottolineano non a caso il relatore del fascicolo Piergiorgio Morosini e un altro componente della Commissione Antonello Ardituro, che parlano di una scelta compiuta "a tutela della trasparenza e della credibilità dell'operato della magistratura". Il primo passo sarà la richiesta di informazioni e della documentazione relativa al Procuratore generale diFirenze, l'organo di vertice del distretto.

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