L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 gennaio 2016

Banca Etruria, Roberto Rossi ha perso titolo per indagare sulla bancarotta fraudolenta del Boschi

Banca Etruria, il commissario chiede lo stato di insolvenza. Pier Luigi Boschi rischia indagine per bancarotta fraudolenta

 Pubblicato: 23/01/2016 

MARIA ELENA BOSCHIt
Nelle carte depositate lo scorso 28 dicembre al tribunale di Arezzo dal commissario liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni, c'è un passaggio destinato ad aprire nuovi scenari nella vicenda. "Va dichiarato lo stato di insolvenza della Popolare, con ogni consequenziale provvedimento di legge", scrive nel testo anticipato oggi da Repubblica.
Questo significa che, se il prossimo 8 febbraio i giudici decideranno di dichiarare insolvente l'istituto di credito, la procura procederà di conseguenza. Laddove la conseguenza sarebbe quella di aprire fascicoli per bancarotta fraudolenta per tutto il board della banca. Compreso l'allora vicepresidente, Pier Luigi Boschi.
Dunque il padre di Maria Elena sembra avviato su un piano inclinato che lo sta portando velocemente verso una possibile iscrizione nel registro degli indagati. Facendo fare al dossier un inevitabile salto di qualità. Anche e soprattutto sul piano politico.
Nella relazione di Santoni finisce una durissima critica della gestione dei prestiti concessi dall'istituto e mai rientrati per le difficoltà economiche, quantificati in "circa 3 miliardi di euro". Si legge: "Le criticità affrontate con grave ritardo dagli organi aziendali erano consistite nella mancata tempestiva adozione di strategie, politiche e strutture dedicate alla gestione dei crediti deteriorati".
Scrive Repubblica:
Aprendo un'indagine per bancarotta fraudolenta, il procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi avrebbe la possibilità di guardare dentro ai bilanci per vedere come, e da chi, sono stati dati fidi bancari milionari che hanno spolpato le casse della banca.
Riflettori dunque puntati sull'8 febbraio. Quel giorno si saprà se la vicenda di Banca Etruria ripiomberà con violenza sul banco della politica.

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