L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 gennaio 2016

Biodiversità è ricchezza, dobbiamo togliere il monopolio dei semi dalle multinazionali capaci solo di guardare ai soldi del profitto

'I semi tornino ai contadini', al via campagna Aiab 'Coltiviamo biodiversità'

 RISORSE
'I semi tornino ai contadini', al via campagna Aiab 'Coltiviamo biodiversità'
Una manciata di semi può salvare il mondo. Con questo slogan l'Aaiab, l'Associazione italiana per l'agricoltura biologica, lancia la campagna 'ColtiviAMO BIOdiversità – bene comune'.
Il mercato mondiale del seme è oggi nelle mani di 10 grosse aziende che ne detengono il monopolio. Questo - sottolinea l'Aiab - limita la sovranità alimentare, impoverisce le tasche degli agricoltori sempre più soggetti a regole dettate dalle multinazionali, condiziona le scelte dei contadini su quello che possono seminare, danneggia la salute dei consumatori sempre più affetti da allergie e intolleranze, inquina l'ambiente, per l’estremo uso di fitofarmaci ed esaspera i cambiamenti climatici. C’è solo una strada per sfuggire a tutto ciò: coltivare biodiversità.
"Bisogna riportare il controllo dei semi nelle mani degli agricoltori - dice Salvatore Ceccarelli, genetista e sperimentatore in molti Paesi del mondo del miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo - L'omologazione dei semi e la loro appartenenza a poche multinazionali è uno dei maggiori attentati alla salute del pianeta e delle persone. Anche perché molte multinazionali che hanno il monopolio sui semi detengono anche il monopolio sui pesticidi. La ricerca ha cominciato a vedere, ad esempio, che l'aumento della frequenza di molte intolleranze, ma anche di malattie come il diabete e vari tipi di tumori, è associata alla crescente uniformità del cibo".
Non solo. Secondo l'associazione è inoltre dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all'insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità dei sistemi ai disastri naturali, diminuisce il livello della salute all'interno delle comunità, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse alimentari e idriche, impoverisce le tradizioni culturali. La biodiversità dunque è un bene comune e come tale va custodita, coltivata e tutelata attraverso le pratiche agronomiche proprie dell’agricoltura biologica e biodinamica e lavorando sui semi del futuro.
Proprio qui sta la scommessa di Aiab che ha lanciato oggi la campagna a tutela della biodiversità, del suolo e della sovranità alimentare. "E' proprio vero – ha detto Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab – che una manciata di semi può salvare il mondo e noi vogliamo dare il nostro reale contributo in questa direzione".
Lo scopo della campagna è, infatti, quello di recuperare, diffondere e coltivare biodiversità, tramite la disseminazione di miscugli di semi provenienti da incroci e raccolte, anche di varietà antiche, nelle aziende agricole biologiche e biodinamiche che vorranno partecipare e che diventeranno così custodi e moltiplicatori di semi. I contadini, tornando a essere custodi dei semi e vivendo in ambienti diversi, dove questi miscugli evolveranno in modo diverso, potranno selezionare, da questi stessi semi, varietà diverse. Questo avrà un grosso effetto positivo sull’aumento della biodiversità coltivata, sulla diversità del nostro cibo e sulla salute di tutti noi. L’obiettivo è quello di contribuire alla conservazione e valorizzazione di risorse genetiche di cereali e altre specie, attivando una rete didattico-informativa a sostegno delle aziende coinvolte, per ridare ai contadini il ruolo di garanti della biodiversità e la proprietà delle sementi.

Nessun commento:

Posta un commento