L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 gennaio 2016

Corsa ai sportelli, è ancora più facile di come la mette Zingales e lo possiamo fare senza interferenze, dividiamo il Sistema Bancario in commerciale e d'investimento e si applica il Bail-In solo a quelle d'investimento

Zingales: cosa fare con i soldi
gennaio 20, 2016


L’economista Luigi Zingales, spiega sulle pagine del Il Giorno, che è iniziata la “corsa agli sportelli”. Poi chiede al Governo una politica più incisiva verso l’Europa : ” Non credo alle cospirazioni internazionali. Chi parla di ‘avvertimenti all’ Italia’ applica al mondo circostante la propria mentalità mafiosa, oppure vuole alzare un polverone per nascondere i propri errori. Gli stessi che ieri raccontavano storielle sulla solidità delle banche italiane, oggi diffondono il sospetto di un’ azione concordata dietro le quinte per destabilizzare il Paese. Sarebbe meglio, invece, dire la verità. La verità è che la situazione si fa sempre più pericolosa e che il governo non si rende conto che esiste in Italia il rischio di una corsa agli sportelli. Il governo italiano dovrebbe andare a Bruxelles e chiedere con forza di cambiare le regole, come ho suggerito in un appello che ho scritto a fine dicembre insieme a Luigi Guiso, in cui abbiamo illustrato perché l’ Italia dovrebbe chiedere una moratoria sul bail in. Ma il governo non si è nemmeno degnato di risponderci “.

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