L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 gennaio 2016

George Soros, lo speculatore avvoltoio che vende e compra allo scoperto, noi italiani sappiamo

Cina contro George Soros: "Ha dichiarato guerra allo yuan". Borse asiatiche in flessione, Shanghai chiude -0,5%
Redazione, L'huffington post
Pubblicato: 27/01/2016 


La Cina contro George Soros e gli speculatori. Pechino non ha gradito le dichiarazioni del finanziere al World economic forum di Davos, secondo cui l'economia cinese è destinata a un hard landing.

In un editoriale pubblicato dalla agenzia cinese Xinhua si ride dinanzi alla guerra scatenata da Soros contro lo yuan e si rinnova la fiducia nel nuovo corso economico cinese. A sostegno della propria tesi, Xinhua cita due fattori: l'aumento delle spese all'estero da parte dei turisti cinesi (oltre 180 miliardi di dollari nel 2015) e gli investimenti cinesi all'estero, che hanno superato quota 110 miliardi di dollari.

"E' un'esagerazione dire che la Cina aumenta i rischi di deflazione globali - scrive la agenzia di stampa ufficiale cinese - Immaginate il mondo senza la domanda e la crescita proveniente dalla Cina, la crescita globale sarebbe stata molto peggiore, probabilmente con un rischio di deflazione più alto". I problemi della economia mondiale, per la Xinhua, sarebbero legati alla scarsa ripresa di molte economie: la Cina, al contrario, sta andando incontro a un processo di trasformazione del proprio modello di sviluppo verso una economia orientata più sui consumi interni che sulle esportazioni. L'attrazione degli investimenti stranieri nel settore dei servizi e la creazione di nuovi posti di lavoro nel Paese sono altri due fattori che rendono a improbabile patire un hard landing per la seconda economia del pianeta. "Le ragioni per diffondere il pessimismo sulla Cina sono due, conclude infine la Xinhua. Chi fa vendite allo scoperto non ha fatto i compiti a casa, oppure sta intenzionalmente cercando di creare panico per strappare profitti".

LE BORSE ASIATICHE. Giornata a due facce per i listini asiatici. Positiva la performance di Tokyo, con il Nikkei che recupera il calo subìto ieri con un balzo del 2,72% a 22.517 punti. Negativa per le piazze cinesi, con Shanghai in flessione dello 0,52% a 2.735 punti e Shenzhen dello 0,64% a 9.422.

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