L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2016

Il bamboccione al governo comincia l'anno pugnalando gli amici fedeli



Il buon Matteo tra i guai di papà Boschi e l’amica vigilessa (corsivo)

15 gen 2016
Renzi
by redazione

Sbruffone all’infinito, sicuro di sé ed arrogante. Spesso viene descritto così il nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi. C’è del vero, chiaramente. Come vero è il fatto che non ascolta nessuno e va avanti a testa bassa. Ma oggi più che mai è costretto a scontrarsi con una realtà ben poco lusinghiera. I verbali del Csm confermano ciò che tutti sappiamo ormai da tempo: papà Boschi potrebbe finire prestissimo sotto inchiesta per il crack di Banca Etruria. Fonti giudiziarie ci fanno sapere che la posizione di Pierluigi Boschi si sta mano mano aggravando.

Da parte sua il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha ricordato di come stia portando avanti il suo lavoro con grande professionalità, indagando i vertici decisionali della Banca dell’Etruria ed il padre del ministro Boschi in primis. Il procuratore Rossi dice al Giornale: “Sono stato investito da un ciclone mediatico, che ha degli aspetti paradossali: se non avessi fatto le indagini…”, prosegue poi il procuratore analizzando la sua posizione per alcuni incompatibile. “Se ci fosse stata una frenata nelle indagini così avrebbero detto, ma io non ho fermato nulla, sono andato avanti e le ho concluse nei confronti dei vertici decisionali di quella banca”.

E la vigilessa arrivata da Firenze ora è nei guai…

Forse sarà lei a farne le spese, sarà lei a pagare per tutti: l’ex comandante dei vigili di FirenzeAntonella Manzione (a soli 27 anni era comandante dei vigili di Seravezza, meriti sul campo o amicizie altolocate?). La domanda che tutti si fanno da quando il premier si è insidiato al governo è però la seguente: cosa c’entrerà mai una vigilessa come capo dell’ufficio legislativo? Non è dato sapere, però, come si sa, il presidente del Consiglio non è persona sempre sincera con gli “amici” (ricordatevi come andò a finire con Enrico Letta e il consiglio postato su twitter “stai sereno”). Ciò che appare oggi quasi sicuro è che comunque vada è pronto un rimpastino per placare le truppe di Alfano. Sarà fatale per la ex donna in divisa, alla quale rimproverano un’approssimazione ed una leggerezza nei dossier alle riunioni dei Consigli dei ministri, accompagnata da un’incapacità di sbloccare le resistenze dei tecnici dell’economia? Altra persona oramai non gradita al premier pare che sia la Serracchiani, spesso e volentieri in televisione con risultati d’immagine per il Governo e il Pd almeno discutibili.

Edoardo Izzo

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