L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 gennaio 2016

Il cambio della Costituzione non piace agli italiani, fonte Eurispes

Riforme: Eurispes, nuovo Senato piace solo a 26,7 per cento


24 OreRoma, 28 gen. (AdnKronos) - "La riforma del Senato, nonostante il chiaro intento di rendere meno lunghi i processi legislativi e più snello il nostro sistema, con un risparmio anche in termini economici, viene accolta positivamente solo dal 26,7%", mentre "si mostra contrario il 73,3%". Lo rileva il 28/mo 'Rapporto Italia' dell'Eurispes. "In parallelo, la legge elettorale -nota l'istituto presieduto da Gian Maria Fara- raccoglie gli stessi consensi (26,3%) e lo stesso grado di scontento (73,6%). Anche la riforma del lavoro non ha convinto i più (70%), ma è vista positivamente in tre casi su dieci (29,9%). Gli stessi giudizi, con variazioni minime", tra non favorevoli e sostenitori, "si riscontrano poi per la gestione dei flussi migratori (72,9% contro 27,1%), la riforma della scuola (71,2% contro 28,8%), la depenalizzazione di alcuni reati (70,8% contro 29,2%)". "Solo l’ipotesi di riduzione dell’Ires e quella di abolizione dell’Imu -conclude l'Eurispes- fanno emergere giudizi positivi anche tra chi non ha precedentemente espresso fiducia nel governo: per l’Ires i favorevoli arrivano al 53,4% a fronte del 46,6% dei contrari; per l’Imu la quota di giudizi positivi è del 58,6% contro il 41,3%"

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