L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2016

Bolkestein, in Italia i privilegi restano per sempre, è un paese imbalsamato così vuole questa politica

Concessioni ai bagni confermata la proroga al 2020


Non c’è solo l’erosione a far preoccupare il settore turistico-balneare. Sugli stabilimenti balneari pesa ancora la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, detta in altre parole, la messa all’as...


15 gennaio 2016


Non c’è solo l’erosione a far preoccupare il settore turistico-balneare. Sugli stabilimenti balneari pesa ancora la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, detta in altre parole, la messa all’asta delle concessioni demaniali. In proposito c’è da segnalare la risposta che il ministero delle Infrastrutture ha trasmesso all’ex senatore versiliese di Fi Massimo Baldini sul rinnovo delle concessioni.

Il minsitero, una volta chiarito che le concessioni demaniali marittime per finalità turistica sono in regime di proroga con scadenza al 31 dicembre 2020, ribadisce che “la normativa attuale prevede la possibilità di richiedere ex novo una concessione demaniale fino a vent’anni in funzione della entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare”.

In altre parole, è possibile richiedere al Comune di riferimento (le competenze in materia sono passate agli enti locali) una nuova concessione per la durata connessa alla portata degli investimenti che il concessionario intende fare sulle strutture balneari. «Oppure, al termine della concessione oggi assentita, e previo esperimento dell’istruttoria, - se la concessione è in essere - con rinuncia della precedente. Altrimenti si eluderebbe la legge che prevede la proroga ex lege delle concessioni fino al 2020». Per Fabrizio Licordari di Assobalneari, la nota che il Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti ha inoltrato «è di una chiarezza inequivocabile ed evidenzia che la procedura prevista per legge di richiedere un periodo di concessione in base agli investimenti da effettuare riguarda il rilascio di un nuovo titolo, confermando di contro la proroga al 2020 "ex lege”.



Nessun commento:

Posta un commento