L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2016

Le Consorterie Guerrafondaie Statunitense non riescono a darsi pace sull'accordo con l'Iran che non ha costruito nessuna atomica

Luttwak stronca Obama: "Ha ceduto all'Iran"

Il politologo: "Ancora una volta Obama ha dimostrato la sua debolezza di fronte ad uno stato canaglia"

"L'America ha abdicato la promessa di non cedere al ricatto e di non negoziare il rilascio di suoi cittadini fatti prigionieri all'estero.





Ancora una volta Obama ha dimostrato la sua debolezza di fronte ad uno stato canaglia, e ha screditato la reputazione degli Usa nella regione del Medio Oriente". Intervistato dal Messaggero, Edward Luttwak condanna così il negoziato con l'Iran e la fine delle sanzioni. Sono "il risultato - dice il politologo - di una trattativa umiliante per il paese, condotta dall'amministrazione più debole della Casa Bianca dal tempo di Jimmy Carter. E' chiaro ora che i cinque prigionieri erano tenuti come ostaggio in attesa della fine delle sanzioni, e che il governo iraniano li ha usati come moneta di scambio".
Luttwak esclude che con l'accordo l'Iran possa diventare più ricco e più vicino all'occidente: "Tutt'altro. Un paese di 79 milioni di abitanti non può prosperare sul solo petrolio". "Nonostante i tanti anni di embargo che avrebbero potuto favorire una diversificazione, Teheran si ripresenta oggi con la stessa alternativa economica: petrolio o pistacchi. Nel frattempo il panorama dei produttori è molto cambiato, e l'Iran non potrà mai tornare ad assumere la posizione di arbitro del mercato che aveva nel 1979". Quanto all'ipotesi che Teheran possa ora facilitare il dialogo sulla Siria, "semmai la complica - sostiene Luttwak - con la richiesta di salvare Assad".

Nessun commento:

Posta un commento