L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 gennaio 2016

Libia, è nella logica delle cose, un governo che poggia sul nulla eccetto le armi straniere

In Libia la presentazione del nuovo governo slitta di 48 ore
Il rinvio sarebbe stato necessario a causa di una serie di contrasti sorti durante la riunione che si è svolta a Tunisi

Faiez Al Sarraj
17/01/2016

La presentazione del governo libico di unità nazionale, prevista per oggi, slitta di 48 ore. Lo riferisce il Libya Herald. La scadenza prevista dall’accordo firmato il 17 dicembre a Skhirat, in Marocco, era fissata alla mezzanotte di sabato. In un comunicato il Consiglio di presidenza del premier designato Faiez Al Sarraj ha assicurato di aver lavorato incessantemente per 30 giorni e di essere in grado di rispettare la scadenza, ma ha preferito prendersi altri due giorni per presentare la lista dei ministri che sarà poi votata dal Parlamento. 

Secondo quanto riporta il sito informativo «al Wasat», il rinvio è stato necessario a causa di una serie di contrasti sorti durante la riunione di ieri notte che si è svolta a Tunisi. I contrasti riguardano in particolare la richiesta di assicurazioni di alcuni membri del consiglio di presidenza sul futuro del generale libico Khalifa Haftar. Secondo il Libya Herald gli attriti riguardano il nome del ministro degli Esteri. 

Sul varo del governo circola anche un «totoministri» in stile molto europeo (un analista ha previsto che Esteri e Difesa andranno a due filo-Tobruk mentre l’Interno sarà a affidato a un pro-Tripoli). Però la strada «è tutta in salita», come ha ammesso Sarraj evocando la questione del «numero legale», il quorum che la Camera dei rappresentanti (HoR) di Tobruk ha mancato in almeno due occasioni a dicembre. Kobler inoltre è dovuto uscire con un comunicato per esortare a sostenere il neonato «Comitato temporaneo di sicurezza» che dovrebbe consentire a Sarraj di entrare nella capitale. Il destinatario dell’esortazione è chiaro: il premier di Tripoli, Khalifa al-Ghwell, che non essendo ovviamente per nulla interessato a sloggiare ha chiesto alla magistratura l’arresto dei 18 componenti del Comitato qualora entrassero nei territori occidentali controllate dalle milizie che lo sostengono.

https://www.lastampa.it/2016/01/17/esteri/in-libia-la-presentazione-del-nuovo-governo-slitta-di-ore-M3Me9t3zAqZUxClo0xh6UO/pagina.html

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