L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 gennaio 2016

l'Isis/al Qaeda ha bisogno di soldi per pagare i suoi mercenari altro che religione

IRAQ, BOMBE USA INCENDIANO UN MAGAZZINO DI DENARO DELL’ISIS
Il califfato ha perso nel raid "milioni di dollari"

OLTRE IL MEDITERRANEOMilena Castigli - gen 17, 2016



I cacciabombardieri Usa hanno centrato un deposito di denaro dello Stato islamico a Mosul, in Iraq, mandando letteralmente in polvere milioni di dollari. Lo mostra un video della Difesa americana rilanciato dai media statunitensi. Il bombardamento risalirebbe all’11 gennaio scorso, ma le immagini sono state divulgate solo nelle scorse ore. Sul video si vede un edificio che viene centrato in pieno da una bomba e, dopo l’esplosione, si notano fluttuare nell’aria migliaia di banconote brucianti. Gli esperti della Difesa stimano che il denaro distrutto ammonti a “milioni di dollari”.

“E’ stato un ottimo raid”, ha commentato a caldo il generale Llyod Austin, capo del Comando centrale Usa: “Combinato con gli altri bombardamenti che abbiamo fatto contro le infrastrutture per la produzione e la distribuzione di gas e petrolio e altre fonti di finanziamento, si può scommettere che l’Isis senta la tensione sul suo libretto degli assegni”. Il militare ha precisato che non è il primo raid di questo tipo contro le “casse” dei seguaci di Abu Bakr al Baghdadi: “Hanno bisogno di questi soldi per pagare i combattenti, reclutarne di nuovi e portare a termine le loro attività vergognose”, ha concluso il militare.

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