L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 gennaio 2016

Milano elezioni, Arexpo-Expo, il brillante Sala è una pedina vuota senz'anima, votata all'accumulazione di potere personale, salvato dalla magistratura per aver dato l'appalto a Eataly illegalmente

Giuseppe Sala: “Gli architetti di Expo hanno progettato la mia villa? Spiegherò in conferenza stampa”

Politica

Secondo quanto riporta il Giornale, la firma del padiglione Zero e il direttore Visitor experience ed exhibition design dell'Esposizione universale hanno lavorato al progetto della casa di Zoagli (Genova) dell'aspirante sindaco di Milano. Il primo precisa: "Incarico tra il 2012 e 2013 per un compenso di 70mila euro"
di Luigi Franco | 20 gennaio 2016

Oltre i numeri ancora oscuri del bilancio di Expo, ora Giuseppe Sala dovrà chiarire un’altra vicenda. Ovvero chi ha lavorato al progetto della sua villa a Zoagli, sul golfo del Tigullio. Secondo quanto riporta il Giornale, infatti, hanno contribuito alla realizzazione della dimora al mare due professionisti che hanno lavorato anche per l’esposizione universale: Michele De Lucchi, firma dell’osannato padiglione Zero e Matteo Gatto, direttore Visitor experience ed exhibition design di Expo. Lo staff dell’amministratore delegato di Expo e aspirante sindaco di Milano, contattato da ilfattoquotidiano.it, fa sapere che è in preparazione un comunicato in cui verranno date spiegazioni e che alle 15 ci sarà una conferenza stampa. Intanto De Lucchi precisa di non avere firmato il progetto architettonico, ma di avere eseguito un intervento“limitato al completamento di alcuni aspetti degli interni e delle finiture esterne della casa. Si tratta di un incarico professionale svolto tra il 2012 e il 2013 per il quale il mio studio ha percepito un compenso complessivo pari a 70mila euro Iva esclusa”.

Secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, Sala acquista un terreno edificabile nel periodo in cui sta per essere nominato alla guida di Expo su indicazione diLetizia Moratti. L’ex commissario unico acquisisce anche il progetto già presentato in comune, ma lo fa rifare. Le pratiche vengono firmate da un tecnico che non ha legami con Expo, ma “secondo quanto risulta al Giornale – si legge – a stendere materialmente la bozza originaria del progetto è un professionista che sul sito dell’esposizione lavora in quegli stessi mesi fianco a fianco con Sala: Matteo Gatto, l’architetto che ha disegnato il master plan di Expo”. Il quotidiano fa inoltre notare che da un curriculum che si trova in Rete, tra i lavori di De Lucchi risulta una “villa a Zoagli, Genova, 2012-2014”, realizzata per un “committente privato”. Nel medesimo periodo – scrive il quotidiano – De Lucchi “ottiene da Expo senza gara d’appalto tre incarichi” per un totale di oltre 98mila euro, tra cui i 39mila per il supporto alla redazione del concept del padiglione Zero. In realtà secondo l’elenco degli affidamenti disponibile sul sito di Expo, gli incarichi a De Lucchi sono in tutto quattro, per un totale di 168mila euro. Nessuno di questi è stato comunque firmato da Sala.

In attesa di avere chiarimenti da Sala, una nuova polemica politica è pronta a scoppiare, dopo la riunione elettorale che il candidato alle primarie del centrosinistra ha tenuto negli uffici di Expo nei giorni scorsi e dopo la notizia sull’indagine a suo carico per l’appalto affidato a Eataly e successiva archiviazione. Di “molti aspetti assolutamente da chiarire sul ruolo dei due professionisti” parla l’esponente di Fdi ed ex vice sindaco di Milano Riccardo De Corato. “Presenterò un’interrogazione a Palazzo Marino e al Pirellone, chiedendo la massima trasparenza su questa vicenda che riguarda colui che ha retto le sorti dell’esposizione universale. Se le risposte non saranno più che soddisfacenti, mi rivolgerò alla magistratura”.

@gigi_gno

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