L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 gennaio 2016

Milano elezioni, il brillante Sala inizia benissimo appropriazione privata di logo e luogo pubblico

"Sala usa le risorse di Expo per farsi la campagna": bufera sulla foto in sede

Sul web compare una foto che vede Giuseppe Sala utilizzare una sede di Expo per attività legate alla sua campagna elettorale. Insorgono gli avversari. Corrado Passera: "Senza vergogna, grave conflitto di interessi". Mariastella Gelmini: "Un bluff". La Lega: "E la sinistra tace?"

Lunedì, 18 gennaio 2016 

Giuseppe Sala nella sede di Expo

"Giuseppe Sala si è fatto fotografare mentre sta facendo campagna elettorale per le primarie utilizzando le risorse e la sede di Expo con l'aiuto, per di più, del presidente della Commissione consiliare comunale Expo 2015 Ruggero Alberto Gabbai, ovvero il presidente di quella stessa Commissione che il 25 gennaio dovrà chiedere a Sala di fare finalmente chiarezza su come davvero è andato Expo e di come sono state gestite le risorse pubbliche utilizzate per l'esposizione universale. Un comportamento censurabile per entrambi che sta falsando la campagna elettorale". Lo afferma il leader di Italia Unica Corrado Passera, candidato sindaco di Milano.

Giuseppe Sala nella sede di Expo

PASSERA: "SENZA VERGOGNA" 
-"Il commissario unico e amministratore delegato di Expo 2015 nonché candidato del Pd e di Renzi alle primarie della sinistra - prosegue Passera - è senza vergogna e questo episodio è la prova del suo grave conflitto di interessi generato dal triplice ruolo". "Sala e il suo sostenitore Ruggero Alberto Gabbai - avverte Passera - non pensino neppure di spostare l'appuntamento del 25 gennaio o di farne una pura passerella elettorale: sarebbe un maldestro e inaccettabile tentativo di nascondere la verità ai milanesi e di non rispondere alle domande che, quasi quotidianamente, gli rivolgiamo sull'andamento di Expo 2015"."Dopo questo episodio - conclude Corrado Passera - si rafforza la domanda: davvero i milanesi vorrebbero un sindaco che si sta facendo pagare la campagna elettorale dai cittadini?".

LA LEGA: "CURIOSO, LA SINISTRA TACE..." 
-Sulla vicenda c'è anche il commento del segretario provinciale della Lega Davide Boni: “E’ curioso assistere a come la sinistra, che più di una volta si è lanciata in vere e proprie crociate, sempre condotte a senso unico, sul tema del conflitto di interessi ora tace dinanzi a chi, ad oggi ancora commissario Expo e candidato alle primarie del Pd, utilizza candidamente una sede pubblica per una riunione in cui l’esposizione universale non c’entra assolutamente nulla. Una situazione surreale – sottolinea Boni - in cui di fatto ci troviamo dinanzi all’ex city manager per Letizia Moratti che ora si appropria di un evento planetario, sfruttandolo come vetrina per la propria corsa alle primarie. Come possono i milanesi – conclude Boni – affidarsi a chi si chiude nelle stanze di Expo, con il beneplacito di tutto il PD, come fosse casa propria? Milano ha bisogno di persone che realmente conoscono i problemi della città e non di chi mette il proprio ego dinanzi alle esigenze dei propri concittadini”.

GELMINI: "SALA BLUFF" 
- E Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, scrive su Twitter: "E se Sala si fosse candidato con il CentroDestra sfruttando ruolo di commissario Expo? Apriti cielo! Sai che bufera di polemiche? #Salabluff".

SQUERI (FI): "USO PRIVATO DI EXPO" 
-  "C’è ben poco da chiarire sulle foto che documentano una riunione politica del candidato alle primarie di sinistra Sala nella sede della società Expo. E' evidente da tempo che il Pd considera l’esposizione, voluta e portata a Milano da Letizia Moratti, come 'proprietà privata' da usare ai fini di propaganda partitica". Lo dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia per la provincia di Milano, Luca Squeri. "Ricordiamo ancora lo sconto per l’ingresso a Expo offerto dai dem agli under 30 che decidevano di prendere la tessera del partito. Oppure l’assemblea nazionale del Pd convocata dal premier nello scorso luglio proprio fra i padiglioni dell'Esposizione. Un continuo saggio di arroganza, per cui una manifestazione di tutti viene piegata a beneficio di una sola parte. E a tutto questo non pare sottrarsi neanche Sala, ormai pienamente calato nello spirito del suo nuovo approdo politico”, conclude.

DE CORATO: "GRAVISSIMO, INTERROGAZIONE IN COMUNE E REGIONE" 
- “Interrogazione urgente sia in Comune che in Regione: quanto successo nella sede di Expo, usata da Giuseppe Sala per la sua compagna elettorale, è gravissimo. Sedi e sigla di Expo sono ostaggio di Sala, che non solo ha dato numeri parziali e incompleti sui biglietti e sui conti economici dell’Esposizione, ma che anche usa gli spazi di Expo per i suoi personali incontri politici. Stiamo assistendo a un conflitto d’interesse palese, che i milanesi non meritano. Basta con questa continua speculazione sull’evento. E il centrosinistra sta muto, in ginocchio davanti a Sala. Non una parola sulla carenza di trasparenza sui dati Expo a tre mesi dalla chiusura, non una parola sull’utilizzo personale di risorse pubbliche. Presente all’incontro anche Ruggero Gabbai, presidente della commissione Expo a Palazzo Marino e quindi persona che dovrebbe chiedere il resoconto definitivo dell’andamento di Expo. Regione e Comune intervengano: chiederò conto di tutto questo con due interrogazioni urgenti”. Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e capogruppo di Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale in Regione.

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