L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 gennaio 2016

Moldavia, ormai la volontà dei popoli è sistematicamente violata, i governi fantocci fanno solo gli interessi degli stranieri, nel caso specifico degli euroimbecilli

In Moldavia ancora proteste sognando la Russia

Nuova massiccia manifestazione a Chisinau con i gruppi filorussi che chiedono nuove elezioni ed un'inchiesta sul miliardo e mezzo di euro scomparso dalle banche
AdminSito
martedì 26 gennaio 2016

































Più di 15.000 persone si sono riunite ancora una volta domenica nella capitale moldava Chisinau per protestare contro il governo e chiedere elezioni anticipate nella nazione più impoverita dell'Est europeo. I manifestanti gridavano "Vogliamo che il paese torni indietro!" e "Unità dei cittadini!" , ed hanno manifestato a lungo nonostante la temperatura fosse scesa a 10 gradi sotto zero.

I cortei erano stati organizzati da due partiti filo-russi , i "Grupo civico per dignità" e "Verità". I manifestanti hanno iniziato una marcia verso la Corte Costituzionale dove poi Il leader del partito dei socialisti, Igor Dodon, li ha invitati a bloccare uno degli ingressi principali . Subito dopo, a migliaia iniziato a marciare attraverso la capitale sventolando bandiere moldave. I manifestanti sono esasperati dalla caduta del tenore di vita nel Paese semre più impoverito. dove il salario medio mensile è di soli 220 euro, ed accusano i partiti pro-europei, che sono al potere dal 2009, di non essere riusciti ad attuare riforme , per questo vogliono che il Parlamento sia sciolto e che si tengano elezioni anticipate. Soprattutto, chiedono un'indagine completa sulla scomparsa del miliardo e mezzo di euro che si è volatilizzato dalle casse di tre banche prima delle elezioni parlamentari nel 2014.

La protesta di domenica si è ripetuta dopo che la scorsa settimana i manifestanti hanno preso d'assalto il Parlamento, dove i legislatori avevano appena dato il via libera ad un nuovo governo pro-europeo. In migliaia hanno dimostrato per tre giorni consecutivi ma nonostante questo il nuovo primo ministro Pavel Filip ha annunciato che visiterà Bucarest il 26 gennaio. La Romania è il più stretto alleato della Moldova ma dal 2014 il Paese continua ad avvitarsi in una fase di grande instabilità ed ha avuto cinque primi ministri solo n ell'anno passato. Anche quessto Parlamente avrebbe dovuto sciogliersi se non fosse riuscito a votare un nuovo governo entro il 29 gennaio.
Fonte: AP

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