L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 gennaio 2016

Roma elezioni, Giachetti paracadutato è una foglia di fico del corrotto Pd

"Giachetti? Senza un contenitore è già morto". Catarci: "Se vincono M5S o destra gli sta bene"

L'INTERVISTA. Andrea Catarci, presidente di Municipio da sempre in prima linea per i problemi del territorio spiega la diserzione dal Brancaccio. E avverte: "Un pezzo di politica che era al governo di Roma non ha governato e ora deve andare via; primarie sì ma credibili"
Giovedì, 21 gennaio 2016 


di Fabio Carosi

Roberto Giachetti è l'unico ufficialmente in campo. Roberto Morassut smentisce le "balle metropolitane sulla sua candidatura alle primarie, mentre il resto del centrosinistra si arrovella intorno ad un dibattito che sembra l'analisi di una sconfitta annunciata. Dietro le chiacchiere si nasconde però uno strappo che sembra insanabile e che mette in luce la fine di un'esperienza comune segnata da renzismo e dai tanti "obbedisco". A partire da quello del presidente della Regione Nicola Zingaretti.
L'ala sinistra del centrosinistra diserta l'appuntamento #perRoma al Brancaccio e detta le regole per l'unità. Chi parla è Andrea Catarci, storico presidente di Municipio, "barricadero" dei diritti elementari dei cittadini e in prima linea per cercare di dare soluzioni ai principali problemi del suo territorio: casa e lavoro. "Che poi sono i due problemi di questa città - tuona - ma senza un'idea non si va da nessuna parte".


Catarci, mettiamo ordine nel messaggio. Chi e come deve fare un passo indietro? Forse Giachetti?

"Giachetti è un buon candidato ma se sta dentro un contenitore vuoto è già "morto". La politica deve cedere il passo alla società civile perché questa città sta affondando. Chi ha sbagliato in passato deve dare strada alle forze nuove. Mi spiego meglio: un pezzo di politica che era al governo di Roma non ha governato e ora deve andare via. Invece calano candidature dall'alto con vici di liste piene zeppe di soliti nomi, di amici degli amici".


Ci risiamo con la guerra tra bande?

"Non è un problema di bande. Lo strappo tra Sel e il Pd c'è già stato con Marino e ora il centrosinistra più importante ha affermato che non ci sono spazi politici".


Scusi di quali spazi parliamo?

"Di idee, di progetti per Roma, di esperienze realizzate come nel mio Municipio. Io sono portatore di iniziative come il co-working, di fab-lab, di start-up di un campione del mondo di boxe cresciuto in una palestra pubblica, di luoghi eccezionali che hanno creato oltre 100 posti di lavoro. Sono tutti anticorpi contro la criminalità e la crisi sociale.. e poi penso anche alla street art, agli orti urbani...".


Mica vorrà convincerci che con 100 posti di lavoro si risolve il problema dell'occupazione a Roma? Vero?

"Sono esperienze importanti a livello territoriale che si possono replicare. Roma soffre di tre malattie: casa, lavoro ed etica e il Campidoglio questo non lo ha visto. Quello che proponiamo è di mettere insieme energie vitali per un progetto per Roma".


E invece atterra da Palazzo Chigi Roberto Giachetti...

"Atterra e si prende la benedizione di Nicola Zingaretti, del pezzo più importante del Pd regionale che invece di stimolare un dibattito per le primarie risponde obbedisco e si dimentica l'opzione progressista".


Chi vincerà la prossime elezioni comunali?

"Un centrosinistra che si presenterà senza simboli di partito, unito intorno a un progetto. Diversamente metteranno Roma in mano alla furia iconocolasta del Cinque Stelle o alla destra di governo che ci ha mostrato quanto è brava con Alemanno e Polverini".


Come esponenti del territorio siete credibili?

"Siamo credibili ma non autosufficienti".

Quindi non contate nulla.. senza offesa..
"Questo lo vedremo. Intanto si facciano primarie credibili per candidati in campo, noi di Sinistra Italiana e Sel con Fassina in campo dobbiamo andare oltre un approccio minoritario e parlare al ventre di Roma".


E se vincono gli altri?

"Sarebbe un dramma per Roma ma non tanto per le forze politiche di centrosinistra che se lo meriterebbero".

Nessun commento:

Posta un commento