L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 gennaio 2016

Roma elezioni, la foglia di fico Giachetti del corrotto Pd è abbrancato ai suoi soldi di vice presidente della Camera

Roma, Marino: «Le primarie Pd? Un rottame: non corro». Giachetti ancora solo, candidature fino al 10 febbraio

«Le primarie sono un rottame». «E' tutta colpa di Renzi». «E io mi tiro fuori». Ignazio Marino scioglie la riserva: non parteciperà ai gazebo democrat. In una lettera a Repubblica l'ex sindaco spiega: «Le primarie sono uno straordinario strumento di partecipazione e di democrazia» ma «hanno un senso a patto che chi le propone e chi vi partecipa ne rispetti il valore e poi l'esito. Se si calpesta la scelta dei cittadini, come è successo a Roma, si svuota il significato stesso di quelle consultazioni». Per Marino «il presidente del Consiglio non si rende conto che con la sua interferenza sull'amministrazione cittadina, interferenza che in altri casi egli stesso ha definito inaccettabile perché 'il sindaco lo eleggono i cittadini ha reso le primarie, almeno a Roma, un rottame inutilizzabile» e «il Pd a Roma non dovrebbe nemmeno partecipare con il proprio simbolo alle elezioni amministrative del 2016». Nella sua lettera Marino  attacca anche Roberto Giachetti, che lo aveva sfidato a correre: «Non lascerà il suo incarico parlamentare, a riprova che non ci crede nemmeno lui fino in fondo, perché é facile candidarsi quando si ha un paracadute d'oro sulle spalle».

Reazioni alle parole di Marino? Nessuna. Per ora c'è la regola del silenzio. In attesa della direzione nazionale in programma oggi pomeriggio. Questa mattina sempre al Nazareno si è riunita la coalizione (senza Sel e Radicali). Bisognerà raccogliere 2000 firme per candidarsi alle primarie del Campidoglio per la corsa a sindaco e i candidati dovranno consegnarle entro il 10 febbraio. Tutti i cittadini potranno votare alle primarie del centro-sinistra.
S. Can.

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