L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 gennaio 2016

Servizi Segreti, il bamboccio al governo e il corrotto Pd fanno impicci e imbrogli

MARCO CARRAI A CAPO DELLA CYBERSECURITY ITALIANA?






renzi-carrai
L’uomo fidato del premier è il nome più papabile per la guida della nuova unità di sicurezza. Arrivano subito le reazioni dell’opposizione

Nuova ossessione del premier Renzi dopo gli attentati di Parigi dello scorso novembre, gli occhi di tutti sono puntati sulla cybersicurezza e sul nome del nuovo 007 di Palazzo Chigi che sarà a capo dell’unità. Il più papabile, al momento, pare essere il toscano Marco Carrai, un amico di vecchia data e fedelissimo del Primo Ministro, figlio di un imprenditore edile, cattolico e di famiglia benestante.
Prima consigliere comunale a Firenze quando Renzi divenne segretario della Margherita, poi a capo di segreteria alla Provincia quando l’attuale presidente del consiglio vinse le elezioni, infine scelto anche quando Renzi venne eletto sindaco del capoluogo toscano.
Recentemente Carrai è anche entrato nel board della Fondazione dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze, azionista di Intesa San Paolo con il 3.3%. Tutte esperienze che hanno permesso all’imprenditore di tessere una fitta rete di relazioni italiane e internazionali e che ora Renzi vuole sfruttare per consegnare alla nuova Agenzia per la sicurezza informatica una guida autorevole.
Sono partite da subito le reazioni sul fronte dell’opposizione, che sente puzza di conflitto di interessi: oggi Sinistra italiana presenterà un’interrogazione parlamentare alla Camera. Anche a Palazzo Chigi si è discusso della questione e la prima conclusione alla quale si è giunti è che la nuova unità non andrà a intaccare l’autorità delegata dal Governo ai servizi segreti, attualmente nelle mani di Marco Minniti.

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