L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 gennaio 2016

Sistema Bancario, quando al governo abbiamo una massa di bamboccioni che non sanno studiare, quando in Parlamento il corrotto Pd segue pedissequamente gli delle consorterie, clan, famigli, clientele senza tener conto degli interessi vitali degli italiani, abbiamo una sequenza di errori micidiali che minano il Sistema Paese

28 gennaio 2016 | di 

Banche, Peter Gomez: “La politica ha chiuso gli occhi, da sempre gode di favori dagli istituti”

Disamina del direttore de ilfattoquotidiano. it, Peter Gomez, sulla crisi delle banche, nel corso del talk show di approfondimento politico La Gabbia (La7). Partendo dal caso dellebanche Etruria, Marche Cariferrara e Carichieti, Gomez spiega che, tra il 2009 e il 2011, quando cominciano le avvisaglie della crisi, le banche escogitano un sistema: “I banchieri, sperando che le cose ripartissero, hanno preso i soldi dai risparmiatori, piazzando obbligazioni a piene mani con l’ok di Consob e di Banca d’Italia. Addirittura Consob cambia parte delle sue regole, eliminando l’obbligo dei cosiddetti ‘scenari probabilistici’ per le subordinate“. In questo modo, il compratore delle obbligazioni subordinate non aveva più la possibilità di valutare la probabilità di guadagnare o di perdere su quel titolo. Il giornalista sottolinea: “Sulla eliminazione dello scenario probabilistico per le subordinate, erano tutti d’accordo. E non dimentichiamo che l’ABI (Associazione bancaria italiana) è una lobby potentissima: presta soldi ai partiti e ai politici, a cui viene riservato un trattamento particolare. Con quel provvedimento, quindi, l’ABI spinge la politica a chiudere gli occhi. Questo combinato disposto di errori, con politci ladri e inesperienza, ha portato alla situazione creatasi 3 anni fa, quando quando alcuni giornalisti dicevano che il sistema bancario non era così solido e in tanti non gli credevano”. E aggiunge: “Successivamente la Banca d’Italia smette di fare le verifiche, arriva la Bce e nelle stesse banche dove anche la Banca d’Italia diceva che era tutto bello, la Bce dice che bisogna mettere il grano perché va tutto male. E’ stato il gruppo di potere alla testa di questo Paese a creare questa situazione“. Gomez ricorda che Banca Etruria compariva in una scena della fiction Rai “Don Matteo” due anni fa: “Sette milioni di italiani hanno visto uno dei protagonisti di Don Matteo a prendere dell’oro a Banca Etruria. E cosa hanno pensato i telespettatori? ‘Che bella banca, se compare anche in Don Matteo’. Ecco perché dico che è un sistema”. Il direttore del ilfattoquotidiano.it poi si sofferma sul bail-in, la nuova normativa in vigore dagli inizi del 2016 sulla risoluzione delle crisi bancarie: “Il bail-in è stato votato dal Parlamento Europeo, nella vecchia legislatura, da tutti i partiti italiani, tranne Fratelli d’Italia. Quando è stata votata in Italia, Lega, M5S, FdI hanno votato contro. Pd e Forza Italia hanno votato a favore, perché, secondo me, non avevano capito la situazione. Teoricamente poteva andare bene, ma in tutti questi anni hanno raccontato bugie, perché hanno detto che le nostre banche andavano molto bene”. E aggiunge: “Una volta che è entrata in vigore la legge, era dura per i partiti prima favorevoli a essa ammettere che il bail-in non andasse più bene. La verità è che ci sono delle responsabilità politiche precise, perché si poteva votare il bail-in ma introducendolo, ad esempio, in modo graduale. Si potevano fare tante cose, ma bisogna saperle e studiarle. E non sempre questo avviene

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