L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 gennaio 2016

Sistema Bancario, si dovrebbe avere il coraggio di nazionalizzare ma per far questo ci vuole coraggio e preveggenza

La Commissione europea scrive che tutte le banche italiane hanno i giorni contati. E voi che pensate di fare?

lunedì 25 gennaio 2016
Chi ha un conto corrente attivo in una banca italiana, sappia che l'Unione europea ha dichiarato ufficialmente - scritto nero su bianco - che è "a rischio a breve". La denuncia arriva dritta dalla Commissione europea, non da una parte politica. E si riferisce al fatto che il sistema bancario italiano rischia - ripeto - a breve di finire in default, bella parola inglese che si traduce con "fallimento".
La Commissione europera non ha fatto nomi, non ha parlato di Mps, o banca Etruria, o Carige. No. Ha espresso l'idea che tutto l'insieme delle banche italiane tra poco finirà in bancarotta e la bancarotta ha una dimensione gigantesca: 200 miliardi di euro.
Pensate stia scherzando? Purtroppo per voi, non è così. Prova ne è che in Borsa i titoli che stanno letteralmente affondando sotto un diluvio di vendite sono principalmente quelli delle banche finora considerate più forti, al riparo da questo rischio che sembrava riguardare istituti di credito già devastati come appunto Mps,Carige e le quattro schiantate di cui tutti sanno.
Sono Unicredit, Banca Popolare di Milano, Ubi, Banco Popolare ad essere precipitate, banche che hanno in pancia crediti marci per quasi - nel loro insieme - 140 miliardi di euro. Solo Unicredit ne ha per 50 oramai diventati cetamente perdite e altri 35 che lo saranno a breve. 
Non si salverà nessuna banca in Italia, quando saranno tutte costrette a contabilizzare come perdite per il 90% del loro valore quelle che oggi sono ancora contabilizzate come sofferenze. (Ed è l'ipotesi più ottimista, il 90% di perdite, perchè tiene conto di qualcosa che ancora non c'è e probabilmente neppure ci sarà, la famosa bad bank che assorbirebbe le sofferenze garantendo 10 euro ogni 100)
Quindi, chi ha un conto corrente in una banca italiana, e poveretto ha depositato più di 100.000 euro, si prepari a una colossale rapina di stato: le sofferenze verranno ristrutturate col sistema del bail in e quindi azionisti e obbligazionisti senza distinzioni di titolo perderanno tutto. Poi, arriverà la mannaia sui conti correnti. 
L'operazione con ogni probabilità avverrà non in un colpo solo, ma a puntate. Prima una banca, poi un'altra, poi un'altra ancora finchè i 200 miliardi saranno "ripianati" con i soldi degli italiani. 
Potrebbe darsi che qualcuno, arrivato fin qua a leggere, stia pensando: questo tizio è impazzito. Ma figuriamoci se Unicredit mi sequestra il conto e i risparmi. Impossibile!
Errore. Non solo è possibile, anzi era possibile fino a ieri, quando pochi - tra cui il sottoscritto - mettevano in guardia da questo rischio: adesso è certo!
Ripeto: la Commissione europea oggi ha dichiarato che le sofferenze delle banche italiane sono un "rischio a breve" di default del sistema bancario nazionale.
Ah, già. Che significa, a breve? 
Dal mio punto di vista "a breve" si traduce nel tempo che avete a disposizione a partire da domani mattina per andare alla vostra banca e ritirare in contanti almeno l'80% dei vostri depositi, e se avete obbligazioni bancarie o azioni di istituti di credito italiani quell'"a breve" si traduce nell'ordine imperativo di disfarvene al miglior prezzo possibile, date le circostanze.
Se avessero potuto farlo - prima del crack - i possessori delle obbligazioni subordinate piallate poi dal decreto "salvabanche" dello sciagurato governo Renzi, secondo voi l'avrebbero fatto? Io dico di sì, e se venderle avesse significato perdere anche il 20 o il 30% del capitale investito in quelle obbligazioni, le avrebbero vendute lo stesso? Io dico ancora di sì.
Adesso, fate i vostri conti. L'unica cosa che a mio parere non dovreste proprio fare, è far finta di niente. Poi se "a breve" perderete tutto, per favore evitate di leggere ancora questo quotidiano. Buona fortuna.

Max Parisi

http://www.ilnord.it/f-223_La_Commissione_europea_scrive_che_tutte_le_banche_italiane_hanno_i_giorni_contati_E_voi_che_pensate_di_fare

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