L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 gennaio 2016

Snam Sulmona, il vescovo esprime il suo parere libero da condizionamenti come invece fa il bamboccione al governo che segue gli interessi privati con atti pubblici

Centrale Snam, il no forte e chiaro del vescovo
  
sabato 16 gennaio 2016
Immagine attivaSULMONA – “Accogliendo l’invito di tantissime persone della mia Diocesi e dei Comitati, ancora una volta ribadisco il “no” chiaro e fermo al metanodotto Snam e alla centrale in località Case Pente in Sulmona”.
Il vescovo della diocesi di Sulmona – Valva Angelo Spina ribadisce il suo no alla centrale e al metanodotto Snam.

“I cittadini hanno fatto sentire la loro voce corale e decisa – aggiunge - gli enti preposti si sono pronunciati per il “no”, motivando punto per punto le ragioni del “no”. In un Paese democratico i cittadini vanno ascoltati, come pure vanno tenute presenti le delibere degli enti, nulla deve essere anteposto al bene comune dei cittadini”.

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