L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 gennaio 2016

Stati Uniti, l'economia scricchiola, le compagnie dell'Energia Sporca sull'orlo dell'abisso

Stati Uniti: previsti nel 2016 fallimenti record per le compagnie petrolifere a causa del calo del petrolio
di Redazione IBTimes USA 21.01.2016 

La raffineria di petrolio di Bashneft-Novoil vista al tramonto fuori Ufa, in Bashkortostan REUTERS/SERGEI KARPUKHIN

Fino a poco tempo fa i giacimenti di petrolio dell’America vibravano per l’attività e nuotavano nei contanti, con il ​​prezzo del petrolio salito sopra i 100 dollari al barile e una fratturazione idraulica che ha stimolato il boom delle attività di perforazione degli Stati Uniti. Ora, decine di aziende si trovano ad affrontare il fallimento e decine di migliaia di persone sono senza lavoro - e il dolore dovrebbe acuirsi quest'anno, con il crollo dei prezzi del petrolio che non sembra arrestarsi.

"C'è panico e paura sul mercato in questo momento", ha dichiarato Jeff Nichols, socio dello studio legale Haynes and Boone. "Sembra l’esatto inverso dell’euforia irrazionale che si è manifestata quando i prezzi erano estremamente elevati."

In particolare, le società di servizi di giacimento di petrolio dovranno lottare, mentre i produttori hanno ridotto i loro ordini o ritardato i pagamenti sul noleggio di attrezzature pesanti, materiali di perforazione e servizi per il trasporto di rifiuti pericolosi. Trentanove di queste società hanno presentato istanza di protezione dalla bancarotta nel 2015, che rappresentano più di 5 miliardi di dollari di debito aggregato, ha detto martedì la Haynes and Boone nella sua ultima relazione sul fallimento del mercato petrolifero. Questo va ben al di sotto del 5 per cento delle centinaia di società di servizi di medie dimensioni del settore petrolifero del paese, ha stimato lo studio legale.

Patrick Hughes, che è a capo dell’ufficio di Denver della Haynes and Boone, ha detto di aspettarsi che il numero di fallimenti in questo settore supererà il totale dei fallimenti dello scorso anno.“L’ipotesi migliore è almeno il doppio dei fallimenti del 2015, con il 20 per cento di queste che necessiteranno probabilmente di una qualche forma di ristrutturazione", ha detto in una e-mail.

I prezzi del petrolio sono crollati del 70 per cento negli ultimi 18 mesi a causa di un crescente eccesso di approvvigionamento globale che ha impattato contro le deboli prospettive economiche in Cina e in altri mercati chiave, scatenando preoccupazioni per il calo della domanda. Il West Texas Intermediate, l'indicatore di petrolio greggio degli Stati Uniti, ha toccato mercoledì il suo livello più basso dal settembre 2003, scivolando sotto i 27 dollari al barile nelle prime ore di scambio, in un contesto in cui i titoli azionari globali sono crollati.

Aziende di esplorazione e produzione - il segmento a più alto rischio del settore - hanno visto numeri di fallimento e carichi di debito ancora più alti rispetto alle attività di servizio del campo petrolifero. Fra le aziende di esplorazione e produzione, 42 hanno presentato istanza di protezione di fallimento nel 2015, coinvolgendo in totale circa 17 miliardi di dollari di debito cumulativo, come ha notato la Haynes and Boone in un rapporto del 6 gennaio. Un numero che è al di sotto dell'1 per cento delle circa 6.000 aziende produttrici di petrolio e gas naturale indipendenti stimatenegli Stati Uniti.

"Se il prezzo del petrolio non sale drammaticamente continueremo a vedere questo trend," ha detto martedì durante un panel Charles Beckham, socio dello studio legale di Haynes and Boone presso gli uffici di New York City.

Il problema più grande per la maggior parte dei trivellatori di petrolio degli Stati Uniti è la mancanza di denaro. Molte aziende hanno bisogno di tenere il passo di un certo livello di produzione di petrolio per soddisfare i contratti di locazione o gestire i loro debiti obbligazionari. AlixPartners, specializzata nella ristrutturazione aziendale, ha stimato che i trivellatori del Nord America rimarranno a corto di contanti complessivamente per 100 miliardi di dollari circa, denaro di cui avranno bisogno quest’anno per mantenere le operazioni, anche quelle di base.

"C'è ancora una quantità minima di [investimenti] di cui hanno bisogno per il futuro per poter tenere le luci accese e vivere per un altro giorno," ha detto durante il panel di New York Buddy Clark, a capo del gruppo Haynes and Boone. Clark ha detto che molte aziende stanno cercando di "mantenere la maggior parte della loro forza lavoro e di tenere le squadre sul posto in modo da essere il più possibile pronti quando i prezzi torneranno a salire."

La crisi di liquidità potrebbe spingere i produttori ad adottare tagli diffusi degli stipendi o congelamento dei salari, fare pressione alle società di servizi per sconti più alti o per ritardare i piani di pagamento. E anche un approccio "light on" - mettere a budget solo i soldi per i beni di prima necessità - potrebbe non essere sufficiente per mantenere a galla le imprese, hanno detto gli analisti della AlixPartners nel loro Industry Outlook 2016.

Rapporto della società Haynes and Boone sulle compagnie di perforazione e esplorazione petrolifera archiviate per fallimento Haynes and Boone

"Stanno cominciando rapidamente a esaurire le loro opzioni, ed è per questo che si sta assistendo a maggiori fallimenti," ha detto a FuelFix (sito di notizie dedicato all’enegia) Dennis Cassidy, amministratore delegato della società. "Non c'è una soluzione facile."

La produzione di petrolio degli Stati Uniti è stata costante nonostante le pressioni finanziarie sul settore. La produzione di greggio è stata di 9.227 milioni di barili al giorno durante la settimana terminata l’8 gennaio, secondo l'Energy Information Administration degli USA. Questo dato evidenzia un calo rispetto al di picco di aprile 2015 di 9,7 milioni di barili al giorno, ma è ancora circa il doppio dei livelli pre-boom del 2008.

Tuttavia, la produzione degli Stati Uniti dovrebbe calare entro la fine dell'anno, dal momento che sono attesi forti tagli agli investimenti e un calo del numero di nuovi pozzi perforati. Questo potrebbe aiutare nel lungo periodo i produttori di petrolio degli Stati Uniti e i fornitori di servizi, se il calo di produzione aiuterà a spingere in alto i prezzi.

"La maggior parte degli analisti si attende ancora che il petrolio possa stare nel 2016 nella fascia di prezzo di 45-50 dollari [al barile]", ha detto Nichols. L’analista ha indicato un sondaggio di 12 banche riportato dal Wall Street Journal il 12 gennaio, in cui il prezzo medio del petrolio USA al barile è previsto per quest’anno a 48 dollari, in calo di 5 dollari rispetto a una precedente indagine del giornale.

Eppure, Nichols ha aggiunto, "alcuni analisti stanno rivedendo le stime al ribasso nel momento in cui ne stiamo parlando."

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