L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 febbraio 2016

2016 crisi economica, questo sistema economico e finanziario globalizzato è fallimentare, pensa solo ai profitti, e non alla Piena Occupazione Dignitosa

Lidia Undiemi sull'altalena dei mercati: "il neoliberismo ha fallito. Il potere politico del capitale va ridimensionato".


Meno 5%, più 4%, meno 5% e poi di nuovo rimbalzo tecnico. La frenesia di questa settimana nelle borse mondiali è stata enorme con Milano che ha perso quasi il 5%. Abbiamo intervistato l'esperta di diritto ed economia Lidia Undiemi sulla questione.

L'Intervista di Lidia Undiemi a l'AntiDiplomatico.

Come spiega l'altalena finanziaria di questi giorni?
Sono bastate le poche parole pronunciate da Janet Yellen per conto della Fed a scatenare il tonfo delle borse mondiali. Sia chiaro, l'economia globale è in crisi, la Cina rallenta più del previsto, la crescita è debole. Siamo al “si salvi chi può”, e i primi a salvarsi saranno i grandi capitalisti, come sempre.

Cosa attendersi nei prossimi giorni?
Quello della tempesta finanziaria dovuta all'inversione di rotta della politica monetaria statunitense è un film già visto. Pensiamo al 1979, quando Paul Volcker fu nominato presidente della Fed, con la sua politica di restrizione della politica monetaria (Volcker shock) – attraverso cui tentò di porre rimedio alla caduta del dollaro – ma per i paesi emergenti indebitati in dollari fu un disastro, restando intrappolati nella morsa del debito con pagamenti via via crescenti. La crisi finanziaria dei paesi debitori aprì la strada alle politiche di austerità imposte dal FMI. Gli anni &#
39;80 segnarono l'avvento delle politiche neoliberiste come risposta alla crisi: liberalizzazioni, privatizzazioni e austerità, manovre che colpirono anche i paesi l'Occidente, indipendentemente dall'indirizzo politico assunto dalla maggioranza. Questa parte di film l'abbiamo vista molto di recente.

Crisi finanziaria, crolli delle banche e tutti a dire “fate presto” per nuove riforme che significa meno sovranità e meno diritti per le popolazioni. Anche questo un film già visto di un sistema, quello capitalista, che possiamo definire fallito?
C'è un passaggio storico che non va sottovalutato, prima i neoliberisti potevano dire che occorrevano le riforma liberiste per rilanciare l'economia. Oggi invece questo non è possibile, le riforme sono state realizzate e la crisi è sempre più acuta.
E' arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, questo sistema economico e finanziario globalizzato è fallimentare, e le politiche di correzione adottate dal FMI e dalla Troika sono servite soltanto a rimandare il problema facendo pagare il prezzo alle popolazioni colpite. Non è più possibile continuare a pensare che l'obiettivo primario è il salvataggio degli interessi finanziari a spese degli Stati.
La politica si fa economia, l'economia si fa politica, il neoliberismo ha fallito. Il potere politico del capitale va ridimensionato.

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