L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 21 febbraio 2016

Arexpo-Expo, Fondazione Fiera diminuiscono le azioni e così per il comune di Milano e la regione Lombardia significa che il resto è comprato dal governo dei bamboccioni che naturalmente danno numeri sbagliati


Arexpo, mistero sull’ingresso del governo. Benedini: “Fondazione Fiera scende al 10%? L’articolo del Sole è sbagliato”

Arexpo, mistero sull’ingresso del governo. Benedini: “Fondazione Fiera scende al 10%? L’articolo del Sole è sbagliato”
Lobby

Il presidente del quotidiano di Confindustria e dell’ente fieristico milanese smentisce la notizia secondo cui il ministero dell’Economia entrerà nella società di gestione del post Expo senza acquisire quote della fondazione, la cui partecipazione dovrebbe ridursi al 10%
“È una sola. Non è così. Quell’articolo è sbagliato”. Parola di Benito Benedini, presidente di Fondazione Fiera Milano e del gruppo Sole 24 ore, che smentisce così le notizie riportate dal suo stesso quotidiano sull’ingresso del ministero del Tesoro in Arexpo, la società proprietaria delle aree in cui si è svolta l’esposizione universale. Che il ministero stia per sottoscrivere un aumento di capitale della società per diventarne socio e contribuire così allo sviluppo del post Expo non è un segreto. E giovedì si sono incontrati a Roma il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti proprio per definire i dettagli dell’operazione. A seguito della riunione alcuni quotidiani, tra cui il Sole 24 ore, hanno riferito che il governo metterà sul piatto 50 milioni di euro per un aumento di capitale puro, senza acquisire quote dagli altri azionisti.

Al di là di lievi affinamenti che, secondo quanto il riporta il Sole, verranno determinati da un perito del Tribunale entro fine mese, il ministero diventerà il primo azionista con una quota attorno al 40%. Comune di Milano e regione Lombardia, attualmente soci al 34,67%, scenderebbero a circa il 25% ciascuno. Mentre Fondazione Fiera dal 27,66% passerebbe a circa il 10%. Le sue quote risulterebbero dunque più che dimezzate, diversamente dagli altri azionisti, comune e regione. Come è possibile, se il governo non acquisirà una parte delle azioni di Fondazione Fiera? Ilfattoquotidiano.it ha provato a chiederlo al comune e a Fondazione Fiera senza avere spiegazioni. Mentre dal ministero sostengono che sia “prematuro, ad oggi, calcolare quale quota di capitale sarà intestata al Mef e in che modo scenderanno le quote degli altri partecipanti. Il governo ha stabilito la cifra di 50 milioni di euro come massimo esborso. Ma, ad oggi, non si sa quante azioni (della nuova emissione) potranno essere acquisite, poiché non si conosce il valore di tali azioni che sarà determinato dal Cda di Arexpo, presumibilmente dopo la perizia di un valutatore”.

Dal canto suo, Benedini parla di “articoli sbagliati”. Ma non vuole spiegare se ritiene che siano state riportate male le quote future o se sia falso che il governo non acquisirà le quote di Fondazione Fiera, come da lui auspicato per incassare subito il corrispettivo in denaro. “Non posso dire niente – taglia corto – perché noi, come Fondazione Fiera, non partecipiamo al tavolo”.

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