L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 24 febbraio 2016

Arexpo-Expo, la palla ritorna alla società che con soldi pubblici ha pagato i terreni molto al di sopra del valore commerciale con i soldi dei contribuenti

Arexpo, la società che gestirà il dopo

Il 29 febbraio la riunione d'ingresso del Governo

Redazione ANSA  
(ANSA) - MILANO, 23 FEB - Il dopo Expo sarà gestito dalla società Arexpo spa, che è la proprietaria dei terreni su cui sorge il sito espositivo. Nel suo nuovo consiglio di amministrazione siederanno questi soggetti: il Governo (attraverso il Tesoro), che dovrebbe detenere il 40% delle quote; la Regione Lombardia e il Comune di Milano, con il 25% a testa; la Fondazione Fiera, con il restante 10% delle quote. 
La riunione che dovrebbe concretizzare questo nuovo assetto è stata convocata per il prossimo 29 febbraio. Il Governo ha formalizzato il suo ingresso nella nuova società lo scorso 18 febbraio in una riunione alla quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, il ministro delle Politiche Agricole con delega a Expo, Maurizio Martina, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
I nuovi vertici della società dovrebbero essere Giuseppe Bonomi nel ruolo di amministratore delegato (indicato dalla Regione Lombardia), e il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, indicato dal Comune di Milano.
Nel frattempo è stata decisa il 9 febbraio scorso la messa in liquidazione della società Expo. Quel giorno la presidente di Expo, Diana Bracco, e l'ad Giuseppe Sala hanno lasciato l'incarico. Al posto di Sala è stato nominato il prorettore della Bocconi Alberto Grando, presidente della nuova società di liquidazione, cui cui fanno parte altri quattro membri: Elena Vasco (Camera di Commercio), Maria Martoccia (Ministero Finanze) e i confermati Domenico Ajello (Regione Lombardia) e Michele Saponara (Città Metropolitana). La nuova società ha tre mesi di tempo per elaborare un progetto di liquidazione: definire sia i beni da cedere, sia le loro modalità di cessione.

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