L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 febbraio 2016

Carrai&Renzi si vedono a Londra per parlare di affari e politica dell'Italia

Sulla cybersicurezza adesso Carrai prova a giocarsi le carte Aspen e Chatham House. E vola a Londra per fare lobby e affari

  
di Stefano Sansonetti
Primo piano
di Stefano Sansonetti

ansa - renzi - Matteo Renzi partecipa al tradizionale scoppio del carro   Con Marco Carrai (sx) 20 aprile 2014  ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI
L’appuntamento è fissato per il 4 e 5 marzo in un lussuoso hotel londinese. Qui un selezionato gruppo di manager e ministri provenienti da vari Paesi si troverà a discettare anche di Italia, in particolare di gestione dei rischi e di cybersecurity nel Belpaese. L’elenco dei partecipanti, che al momento comprende poco meno di 100 nomi, è stato messo insieme dall’inesauribile lobby dell’Aspen, formalmente think tank filoamericano di sponda liberal, e da quell’esclusivo cenacolo inglese che risponde al nome di Chatham House. La lista dei partecipanti, di cui La Notizia è in possesso, offre diversi spunti di riflessione.
LA GEOGRAFIA
Tra i nomi, per esempio, spicca quello di Marco Carrai, fedelissimo del presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, nonché grande appassionato di sicurezza informatica. Al punto da volersi far assegnare da palazzo Chigi un ruolo ad hoc in Italia (ma non è detto che ci riesca). Nell’attesa, però, Carrai cerca di accreditarsi presso interlocutori internazionali, alcuni dei quali riuniti proprio dall’Aspen. Il “Richelieu” renziano, dicevamo, sarà in buona compagnia. Nell’elenco, infatti, compaiono altri nomi interessanti, come quello di Alessandro Castellano, amministratore delegato di Sace, la società di assicurazione dei crediti all’export controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti. Dalla stessa Cdp è atteso Carlo Baldocci, direttore delle relazioni internazionali. Nella lista, poi, c’è Ferdinando Beccalli-Falco, da poco nominato presidente dell’Enav (Ente nazionale di assistenza al volo). Parlando di sicurezza informatica, abbondano i vertici di società che operano in settore “limitrofi”. Così tra i nominativi spuntano fuori quelli di Vittorio Colao, ceo del gruppo Vodafone, e di Ugo Erich Govigli, a capo di Thales Italia. Folta la rappresentanza di ministri ed ex ministri dell’economia: oltre a Pier Carlo Padoan, nella lista ci sono i nomi di Giulio Tremonti, che è presidente dell’Aspen Institute Italia, Domenico Siniscalco, vicepresidente di Morgan Stanley, e Vittorio Grilli, che ora lavora in Jp Morgan. Tra le presenze annunciate anche quelle di Giulio Napolitano, ordinario di diritto amministrativo e figlio dell’ex presidente della repubblica Giorgio Napolitano, e di Enzo Moavero Milanesi, ex ministro del Governo Monti. Ancora, nell’elenco figurano Manfredi Lefebvre d’Ovidio di Balsorano de Clunieres, presidente della compagnia di navigazione Silversea Cruises, e l’avvocatessa Stefania Tucci, senior partner di Sirio Financial Advisors, entrambi molto vicini al lobbista Luigi Bisignani.

IL DETTAGLIO
Ad ogni buon conto la due giorni londinese intende affrontare temi relativi al rischio geopolitico, con particolare attenzione alle ripercussioni in Italia. Da qui le sessioni dedicate alla cybersecurity e al settore “Big Data”. Carrai, nell’elenco, viene presentato come presidente di The Cambridge Management Consulting Labs, di fatto la società-snodo di tutti i suoi affari, compresi quelli più recenti. Proprio questa società vanta una partecipazione del 33% in Cys4, l’ultima realtà lanciata dal fedelissimo del premier nel settore della sicurezza informatica. Ma The Cambridge Management Consulting ha anche il 15% della Cgnal, società con cui Carrai vorrebbe esplorare il poliedrico mondo “Big Data”. Senza contare che proprio dietro The Cambridge Management Consulting ci sono gli storici soci di Carrai, ovvero Franco Bernabè e Jonathan Pacifici.

Nessun commento:

Posta un commento