L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 febbraio 2016

Fabrizio Palenzona&Roberto Mercuri annusano l'aria e si schierano contro il loro protetto Ghizzoni

Unicredit, cresce la fronda anti-Ghizzoni

26 febbraio 2016  di FIRSTonline

Acque agitate al vertice di Unicredit in vista del rinnovo della cariche all'assemblea di primavera: dopo Del Vecchio, che è ormai diventato lo Zamparini della finanza, anche Palenzona si schiera per il ricambio alla guida della banca ma la partita resta aperta e per ora i fondi internazionali, i consiglieri di estrazione tedesca e Carimonte sembrano dalla parte dell'ad.


Cresce la fronda anti-Ghizzoni al vertice di Unicredit in vista dell'assemblea di primavera che dovrà rinnovare le cariche alla testa della banca. Il vicepresidente Fabrizio Palenzona, che in passato fu determinante nel chiedere la sostituzione di Alessandro Profumo, è sceso in campo ieri contro la conferma di Federico Ghizzoni alla guida di Unicredit: "Gli azionisti - ha detto Palenzona . non si commentano, ma si ascoltano e io ho grande stima del cavalier Del vecchio".

Proprio Leonardo Del Vecchio era stato il primo ad aprire il fuoco contro Ghizzoni, a cui alcuni azionisti rimproverano di aver presentato un piano industriale troppo morbido che non è valso a riportare in quota il titolo della banca a Piazza Affari. Ma, al di là del merito, Del Vecchio si sta guadagnando la fama di ammazza-ad, un po' come il presidente del Palermo Maurizio Zamparini nel calcio, dove ha cacciato 34 allenatori in 14 anni.

Del Vecchio, in due anni ha cacciato tre ad di Luxottica (Guerra, Cavatorta e Adil Khan), ma in precedenza era stato decisivo anche nel chiedere la testa di Giovanni Perissinotto alla guida delle Generali, di cui è azionista, con un'intervista di rara ineleganza proprio nel giorno dell'assemblea del Leone del 2012.

Vedremo come andrà ora a finire in Unicredit dove Ghizzoni è convinto di avere ancora dalla sua i fondi internazionali, Cariverona e i consiglieri di estrazione tedesca.

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