L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 febbraio 2016

Implosione Europea, i migranti la minano dall'interno e dall'esterno

Migranti, Fusaro: "L'Europa non esiste più. Siamo oltre l'illuminismo, è la rifeudalizzazione globalistica"
19 febbraio 2016  Andrea De Angelis
La questione relativa agli immigrati (non parliamo di emergenza, per favore) torna di nuovo sul tavolo dell'Unione Europea, specie dopo quanto accaduto in Austria. In molti si interrogano sul futuro dell'Europa, compreso Papa Francesco che di ritorno dal Messico ha parlato di "rifondazione europea". IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro...

Ancora muri in Europa e l'impressione che Bruxelles sia sempre più scollegata dai singoli Stati aumenta. Ora che in ballo c'è anche l'Austria noi italiani lo notiamo di più?
"Certo è evidente che l'Europa oggi non esiste, lo dico da tempo. Esistono solo la moneta unica e la Bce, poi quando ci sono problemi da concertare a livello politico ecco che spuntano i muri, le frontiere a Ventimiglia e succede quanto sta accadendo in Austria. La prova di quello che sapevamo da tempo: l'Unione Europea è solo un nome nobilitante che copre ciò che già Lenin aveva previsto, ovvero l'Europa come trionfo del capitale finanziario dei signori europei". 

Ieri il Papa tornando dal Messico ha parlato della necessità di una rifondazione europea. Che messaggio ha voluto dare?
"Non so a quale spirito facesse riferimento, perché se si riferiva a quello di Kant o di Edmund Husserl allora sono d'accordo con lui, ovvero un'idea di Europa di popoli fraterni e democratici. Se però faceva riferimento allo spirito che ha creato questa Europa, quello di Maastricht e di Lisbona, allora mi permetto di dissentire perché questa Europa di cui siamo abitanti non c'entra nulla con la prima essendo quella dello spirito capitalistico e finanziario". 

L'Europa va comunque rifondata?
"Sì, è evidente. Quello che bisogna precisare è che per rifondarla bisogna prima abbatterla. Cioè se tu sei in un edificio barcollante e dalle fondamenta instabili non puoi cercare di ripararlo in itinere, devi abbatterlo e ricrearlo su nuove basi". 

Quali?
"Quelle politiche e culturali, poi per ultime quelle economiche in modo che ci sia un'economia politicamente guidata". 

Il professor Giulio Sapelli scrive intanto un articolo dal titolo "Perché serve una leadership mondiale". Ovvero?
"Riconosco la grande onestà di quest'uomo che ha detto quello che segretamente circola nell'aria già da un po', cioè l'idea di un nuovo ordine mondiale gestito da quello che io hegelianamente chiamo "il nuovo Signore", cioè la figura dei nuovi dominanti. Parliamo dell'1% della popolazione che vuole superare strumenti obsoleti e fastidiosi come le democrazie degli Stati sovrani nazionali, come i Governi eletti da quell'orrore che sono i popoli portatori di autonomia e decisione democratica. Quindi non mi stupisco che vogliano un Governo mondiale non democraticamente eletto, puramente economico e rispecchiante gli interessi finanziari che gestisca il mondo e la nuova plebe globale". 

Da chi è composta quella che chiama nuova plebe globale?
"Precari, vecchia classe media dissolta e più in generale il 99% della popolazione". 

Altro che illuminismo...
"Sì, altro che illuminismo. Questa è una rifeudalizzazione globalistica che pone in essere il rapporto servo e signore in una forma che è insieme capitalistica e feudale. Capitalistica perché sfrutta il lavoro salariato e neo-feudale perché pone il servo in una situazione sempre più subordinata e impotente dinanzi al signore globale". 

Una leadership in cui si parlerà sempre più di diritti civili e sempre meno di quelli sociali?
"Questa è ormai una grande tendenza. In Grecia abbassano le pensioni minime e promuovono i diritti civili, in Italia tolgono l'articolo 18 e vogliono fare le unioni civili. In qualche modo i diritti civili fanno fine e non impegnano, come si dice da me a Torino. Sono qualche cosa che illude le masse togliendo loro la cosa importante che sono i diritti sociali". 

Non c'è uno scontro verticale.
"Esatto, i diritti civili non costano nulla perché non toccano i rapporti di forza economici. La vera emancipazione sarebbe implementare i diritti civili e sociali insieme, ma loro usano quelli civili per togliere quelli sociali. Questo è il segreto...".

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