L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 febbraio 2016

Libia, solo gli euroimbecilli del corrotto Pd possono pensare di andare in guerra per obbedire al padrone statunitense, affiancati dalla Francia e Gran Bretagna che già tanti danni hanno fatto

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21 febbraio 2016 | di

Guerra in Libia, lo storico Del Boca mette in guardia l’Italia: “Ecco perché falliremmo”

“Pensare che un accordo tra Tobruk e Tripoli basti a sanare la situazione in Libia è un azzardo”. Lo storico Angelo Del Boca, il maggiore esperto del nostro colonialismo, mette in guardia dai rischi di una guerra. Dopo i recenti raid americani e il pressing della Casa Bianca, la possibilità di un intervento sull’altra sponda del Mediterraneo si fa più concreta anche per il nostro Paese. Già contrario al conflitto che ha spodestato Gheddafi, Del Boca si dice certo di un fallimento se l’Italia partecipasse a un’iniziativa armata unilaterale. Secondo lo storico non ci sono le condizioni, politiche e militari, per un intervento dagli obiettivi confusi e che, afferma, “richiederebbe l’impegno di almeno 300mila soldati“. L’intervista, a cura di Emanuele Giordana e Alessandro Rocca, accompagna un documento (scaricabile su www.perlapace.it) che analizza i rischi del possibile conflitto in Libia, presentato a Udine all’interno del seminario nazionale “Conoscere e spiegare le guerre dei nostri giorni” (Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano – Udine) organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia, dal Coordinamento Nazionale e regionale degli Enti Locali per la pace e i Diritti Umani, dalla Tavola della pace e dal Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano  intervista di E. Giordana e A. Rocca

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