L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 21 febbraio 2016

'Ndrangheta, gli avvocati portano gli ordini fuori dal carcere, la protesta è sterile, è così evidente

“Avvocati trasmettono minacce boss”, Camere penali contro Gratteri

Nicola Gratteri
E’ scontro tra l’Unione delle camere penali italiane e il procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri per i contenuti di un’intervista di quest’ultimo dove ha dichiarato che i mafiosi nel Tribunale di Reggio Calabria “hanno il tempo di incontrarsi, parlare, fare affari, trasmettere attraverso gli avvocati messaggi di morte o richieste di mazzette, minacciare i testimoni”. Un documento di protesta, insieme all’intervista pubblicata, è stato inviato dall’Ucpi al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, alla Procura Generale della Corte di Cassazione, al Csm e all’Anm “per quanto di loro competenza”. A segnalare la vicenda è stata la Camera Penale di Reggio Calabria, rilevando che Gratteri, in una intervista rilasciata al giornale on-line “LINKIESTA” del 17 febbraio – intervista che non risulta smentita – “dopo aver definito l’Onu come ‘il posto degli sfigati’, si è soffermato sul fenomeno della criminalità organizzata e sui metodi per combatterla”.
codice penale
E “oltre alle consuete ricette, il magistrato ha concentrato la sua attenzione sul ruolo degli avvocati nei procedimenti di criminalità organizzata ed in particolare del distretto di Reggio Calabria”. La Camera Penale reggina fa rilevare quindi che per l’appunto “secondo il procuratore Gratteri i mafiosi nel Tribunale di Reggio Calabria ‘hanno il tempo di incontrarsi, parlare, fare affari, trasmettere attraverso gli avvocati messaggi di morte o richieste di mazzette, minacciare i testimoni'”.
avvocati
Per la Camera penale di Reggio Calabria “l’offensività dell’affermazione appare di gravità inaudita, soprattutto per la genericità delle accuse rivolte alla classe forense, e laddove non smentita, non meritando certamente altro commento, sarà oggetto di richiesta di intervento, anche in via disciplinare, nei confronti del dott. Gratteri per le dichiarazioni da lui rese alla suddetta testata, con riserva di ogni altra iniziativa a tutela dell’onorabilità dell’avvocatura penale”. (Agi)

http://www.zoom24.it/2016/02/20/avvocati-trasmettono-minacce-boss-camere-penali-contro-gratteri-8228/ 

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