L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 febbraio 2016

Nicola Gratteri, gli avvocati della 'Ndrangheta non facciano i furbi, episodi circoscritti verificati in cui questi trasferiscono gli ordini da dentro il carcere a fuori

Nicola Gratteri: “Non avevo intenzione di offendere l’onorabilità degli avvocati”

Secondo l’Unione delle camere penali italiane, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria avrebbe offeso “l’onorabilità della avvocatura penale” in una intervista rilasciata a Linkiesta. Il chiarimento del magistrato










(Getty Images/ANDREAS SOLARO)

27 Febbraio 2016

Pubblichiamo un chiarimento inviatoci dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri. Secondo l’Unione delle camere penali italiane, il magistrato avrebbe offeso “l’onorabilità della avvocatura penale” nell’intervista rilasciata a Linkiesta e pubblicata il 17 febbraio 2016. “L’offensività dell’affermazione”, scrivono gli avvocati, “sarà oggetto di richiesta di intervento, anche in via disciplinare, nei confronti del Dott. Gratteri”. L’Ucpi si riferisce al passaggio in cui Gratteri, parlando degli svantaggi del trasferimento degli imputati detenuti in regime di alta sicurezza, dice: “Nel tribunale di Reggio questi detenuti stanno insieme sette-otto ore. Qui hanno il tempo di incontrarsi, parlare, fare affari, trasmettere attraverso gli avvocati messaggi di morte o richieste di mazzette, minacciare i testimoni”.

Di seguito il testo:

In merito alla intervista da me rilasciata e pubblicata sul sito Linkiesta in data 17.2.2016, corre l’obbligo di precisare, per il rispetto che nutro nei confronti della professione forense, che il passaggio del mio pensiero ove si fa riferimento agli avvocati deve essere meglio chiarito.

Purtroppo, infatti, è venuta fuori, a causa di un passaggio poco felice, una generalizzazione che mi preme correggere perché non voluta, né pensata.

Esso era, nel contesto del discorso in cui ho parlato in merito agli svantaggi del trasferimento degli imputati detenuti in regime di alta sicurezza, una esemplificazione, che lungi dal descrivere la fisiologia e la normalità dei rapporti tra legale e proprio assistito, prendeva spunto da circoscritti episodi che, purtroppo, in passato si sono verificati.

Questo è il senso del mio discorso.

Non vi era la benché minima intenzione di riferirmi alla categoria e alla funzione svolta dagli avvocati, né tantomeno di offendere l'onorabilità della professione forense o contestare il diritto di difesa, che viene spiegato dai legali anche nel corso delle necessarie interlocuzioni con i propri assistiti nelle strutture carcerarie.

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