L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 febbraio 2016

NoMuos la resistenza passiva diventa volontà di aggredire gli agenti, nonostante il filmato per il giudice Tiziana Landoni

Muos, condanna a sette mesi per Turi Vaccaro

Per lesioni e resistenza nell'anniversario sbarco


ANDREA TURCO 15 FEBBRAIO 2016











CRONACA Il Tribunale ha riconosciuto iI noto pacifista colpevole delle contestazioni che gli venivano mosse. L'episodio risale al luglio del 2013, quando a Gela si celebrava il settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati in Sicilia. Ma un video mostra la resistenza passiva dell'uomo

Sette mesi di condanna per Turi Vaccaro, il noto pacifista protagonista di diverse azioni contro il Muos di niscemi. Vaccaro è accusato di lesioni e di resistenza a pubblico ufficiale per i fatti che risalgono al 10 luglio 2013, quando a Gela il movimento antimilitarista organizzò una contromanifestazione in occasione del 70esimo anniversario dello sbarco degli alleati. Quel giorno il pacifista scalzo e col flauto che sempre lo accompagna, dopo essere balzato sopra un'auto della polizia era stato arrestato. E scarcerato a distanza di un paio di giorni. 

Due anni e mezzo dopo il tribunale di Gela gli ha inflitto sette mesi di reclusione e il pagamento delle spese processuali. La giudice Tiziana Landoni ha riconosciuto la recidiva, accogliendo sostanzialmente le richieste del pubblico ministero, che aveva chiesto una condanna a otto mesi. A nulla è servita la difesa dell'avvocato d'ufficio Carmelo Tuccio, che alle scorse udienze aveva negato la possibilità che Vaccaro avesse agito con l'obiettivo di aggredire gli agenti di polizia, che nel corso dell'arresto avrebbero riportato una serie di contusioni. Come prova era stato depositato poi il video del canale Antenne46, in cui si vedono i momenti successivi a quando Vaccaro sale sull'auto della polizia, viene subito buttato a terra e trascinato dentro la macchina. In questa fase Vaccaro sembra assumere un atteggiamento di resistenza passiva. 

Nato a Marianopoli (nel Nisseno), da giovane si trasferisce a Torino, dove comincia a lavorare alla Fiat, che decide di lasciare per protesta contro l'assemblaggio in fabbrica di componenti di un sistema di trasporto militare. Da quel momento Vaccaro si impegna attivamente in attività a favore della pace: partecipa alle lotte di Comiso per opporsi alla costruzione della base per gli euromissili nucleari. E, in collegamento con quel movimento antimilitarista, diventa a distanza di 30 anni uno dei più conosciuti attivisti No Muos. Tra le tante azioni la marcia a piedi da Palermo a Niscemi e le martellate alle parabole del Muos che avrebbero provocato all'impianto un danno stimato in 800mila dollari.

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