L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 21 febbraio 2016

NoMuos, l'Avvocatura dello Stato, il ministero della Difesa disonestà intellettuale, disposti a tutto per servire gli Stati Uniti e non il popolo italiano, è alto tradimento

«Nostri periti inattendibili?». Risposta dei No Muos
«Attaccano il ragionatore, anziché il ragionamento»

Salvo Catalano
Cronaca – L'Avvocatura dello Stato, per conto del ministero della Difesa, ha depositato una nota in cui, oltre a ribadire la non pericolosità delle parabole Usa, mette in discussione le competenze dei tecnici di parte. I consulenti rispondono ricordando il lungo elenco di pubblicazioni scientifiche


«Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore». Gli attivisti No Muos prendono in prestito le parole dello scrittore francese Paul Valéry per rispondere all'attacco dell'Avvocatura dello Stato che, per conto del ministero della Difesa, ha depositato una nota in vista dell'udienza del Cga prevista per giovedì prossimo. Il documento, oltre a ribadire la non pericolosità per la popolazione dell'impianto satellitare Usa di Niscemi, mette in discussione le competenze dei consulenti tecnici del movimento, definendoli «privi dell'indispensabile esperienza di settore e di pubblicazioni scientifiche pertinenti». 
«Un attacco professionale e personale al lavoro svolto dal nostro team di tecnici che ci ha egregiamente affiancato», rispondono i comitati No Muos. A finire al centro delle critiche dell'Avvocatura sono, tra gli altri, i fisici Massimo Zucchetti, nel 2015 nella short list dei candidati al nobel per la Fisica, il collega Massimo Coraddu, del politecnico di Torino, e Fiorenzo Marinelli, biologo e ricercatore all'istituto di Genetica molecolare del Cnr di Bologna.
La varietà delle competenze era necessaria, secondo gli attivisti, per «indagare sui vari aspetti della questione, dato che la costruzione del Muos ha comportato un impatto ambientale non indifferente. Basti citare - dicono - l’inquinamento dei motori a gasolio, le criticità sismiche o lo studio delle specie protette dell’area». Ecco perché, continuano, «il team di scienziati No Muos volutamente non è composto solo da ingegneri elettronici, cosa velatamente auspicata dal consulente del ministero della difesa. Ne fanno parte fisici teorici, medici, geologi, biologi, chimici».
I diretti interessati rispondono ricordando il lungo elenco di pubblicazioni e contributi su riviste e convegni scientifiche internazionali attinenti la materia del contendere. Il professore Zucchetti sottolinea che insegna Radiation protection al Politecnico di Torino sin dal 1993 e annuncia inoltre che seguirà le vie legali per difendersi. «Non intendo entrare nel merito di codeste ed altre affermazioni, verso le quali – essendo state depositate in un tribunale – chiederò, per quanto mi riguarda, che sia la magistratura a verificare se siano lesive o meno della mia figura professionale, ed eventualmente accertare l’entità dei danni».
Un botta e risposta in attesa dell'udienza del Consiglio di giustizia amministrativa che si terrà giovedì prossimo, 25 gennaio, in cui i giudici sono chiamati a decidere sul ricorso presentato dal ministero della Difesa contro la sentenza del Tar di Palermo che aveva dichiarato abusivi i lavori per la realizzazione del Muos. L'impianto resta sotto sequestro penale, decisione confermata anche dalla Cassazione. 

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