L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 febbraio 2016

NoMuos, precise e circostanziate le memorie difensive contro le osservazioni del Collegio di verificazione che non ha verificato

Giudizio MUOS: depositate le memorie in vista dell’udienza

di Redazione


Lo scorso 15 febbraio è scaduto il termine per la presentazione delle memorie difensive in vista della prossima udienza davanti al CGA, che porrà fine alla questione MUOS. Le memorie hanno rappresentato, per i difensori delle parti costituite e degli intervenienti, lo strumento per rispondere alle osservazioni riportate dal Collegio di verificazione nella Relazione finale depositata lo scorso 29 gennaio.

I giudici del CGA, dunque, dovranno pronunciarsi sul merito della questione e sull’istanza cautelare, tenendo in considerazione, da un lato la Relazione finale del Collegio, quale adempimento alle richieste istruttorie formulate nella sentenza non definitiva, dall’altro lato, delle osservazioni dei tecnici di parte.

Nello specifico, hanno depositato memorie difensive: il Comune di Niscemi, i Comuni di Modica, Gela, Vittoria insieme alle Associazioni NO MUOS, LEGAMBIENTE, WWF ITALIA, il Comune di Ragusa rappresentato anche dall’Avv. Giurdanella, e il Ministero della Difesa.

I difensori hanno rilevato taluni aspetti problematici della Relazione, tra cui:

-l’insufficienza delle operazioni di verificazione svolte, dovuta alla mancata realizzazione delle misurazioni che erano state preventivate e che sono state, successivamente, bloccate dall’intervento della Prefettura di Caltanissetta;

-la rilevanza del principio di precauzione, che deve prevalere sulle conclusioni del Collegio in merito all’assenza di specifici riferimenti, nella normativa sul sito di interesse comunitario, alle radiazioni elettromagnetiche;

-il vizio di composizione del Collegio di verificazione, composto da tre Ministri e due esperti della comunità scientifica, che finisce, inevitabilmente, per inficiare la Relazione stessa;

-il mancato rispetto dei termini di deposito delle memorie e dei documenti in vista dell’udienza di discussione, quali previsti dall’art. 73 cpa.

Da ultimo, sono stati riscontrate talune incongruenze tecniche specifiche nella Relazione, che compromettono l’idoneità della Relazione a soddisfare le esigenze istruttorie rilevate in sentenza dal CGA.

Dal canto suo, il ministero della Difesa si è allineato sulle conclusioni del Collegio di verificazione, dal momento che la relazione ha rilevato l’assenza di criticità alcuna del rapporto tra l’ impianto MUOS e i rischi paventati per la salute umana, il traffico aereo, la tutela dell’ambiente.

Sarà solo la decisione dei giudici del CGA a chiarire se le considerazioni avanzate dai tecnici di parte saranno state sufficienti a ribaltare le sorti che la sentenza parziale di settembre ha in gran parte già preannunciato.

19 febbraio 2016 
 

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