L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 febbraio 2016

Sanità pubblica, sono anni che il corrotto Pd succhia soldi e li spartisce con l'uno o con l'altro, a Roma si tace sul magna magna perpetuato nel tempo

Italia: tra tangenti e sprechi sanità perde 6 miliardi l’anno 

19 febbraio 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – L’ultimo caso esploso nella Regione Lombardia che ha portato all’arresto di Fabio Rizzi consigliere regionale per aver ricevuto tangenti dall’imprenditrice Canegrati per una serie di forniture odontoiatriche, riporta sotto i riflettori la questione delle mazzette e frodi all’interno del nostro sistema sanitario.

Secondo gli ultimi dati raccolti dalle Fiamme Gialle da gennaio 2014 a giugno 2015 sarebbe del 14% il danno erariale perpetrato ai danni della sanità pubblica da sprechi e frodi. Un danno pari a 6 miliardi di euro all’anno che vanno persi secondo quanto rivela l’ultimo rapporto Ispe-Sanità del 2014.

Sulla base di queste cifre infatti l’Istituto per la promozione dell’Etica in Sanità insieme al Censis, Transparency International Italia e Rissc (Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità) hanno avviato un progetto intitolato “Curiamo la corruzione” con l’obiettivo di promuovere la trasparenza, integrità e responsabilità individuale e collettiva nella sanità attraverso attività di ricerca, iniziative di formazione e comunicazione sul territorio, sensibilizzazione dei decisori pubblici e privati, sperimentazione di misure anticorruzione nelle strutture sanitarie pilota di Bari, Melegnano, Siracusa e Trento.

E i dati che emergono non sono certo positivi. Sarebbero almeno due milioni infatti – circa il 4%- gli italiani che secondo il progetto “Curiamo la corruzione” avrebbero pagato una mazzetta per ricevere un favore in ambito sanitario nel corso degli ultimi 12 mesi. Ma quali sarebbero questi favori? “Regali a medici e infermieri per ottenere dei posti letto, o per aver saltato delle liste d’attesa; o donazioni conseguenti ad alcuni favori che agevolano la vita del paziente” – così spiega alla Stampa Marco Magheri di Ispe-Sanità.

10 milioni invece gli italiani che non ricevono ricevuta fiscale per le visite mediche. Comportamenti diffusi e sbagliati visto che per il 31% degli italiani, è più grave l’attesa per le visite mediche pubbliche piuttosto che lo spreco delle risorse nel settore sanitario.

L’Italia in ogni caso è al 69esimo posto della classifica di 107 paesi per la corruzione della sanità, così come rilevato dal Quality Governmente Institute di Goteberg secondo cui al top della trasparenza è la Finlandia con la città di Aland. L’Italia non figura nella top ten, solo Trento si aggiudica il 39esimo posto mentre la corruzione nella sanità dilaga in Puglia (189esimo posto) e Calabria (191esimo). 

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