L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 febbraio 2016

Siria&Parigi, la Turchia sempre più disperata non può continuare l'appoggio ai tagliagola, Nato è consapevole dell'ambiguità

Turchia: "Senza se e ma, chi ci ostacola sarà considerato un terrorista"

(di Franco Iacch)
21/02/16
"L'unica cosa che ci aspettiamo dal nostro alleato, gli Stati Uniti, è di sostenere la Turchia, senza se e senza ma". E’ quanto ha dichiarato il primo ministro turco Ahmet Davutoglu (nella foto, a destra), durante una conferenza stampa a margine di una riunione sulla sicurezza nazionale.
Ankara, sempre più isolata dalla Nato che ha già rilevato a più riprese che non si farà trascinare in una guerra contro i russi, ha esortato Washington a sostenere incondizionatamente l'espansione della sua battaglia contro la minaccia terroristica, in particolare contro le milizie curde.
“Coloro che ostacolano il sacrosanto diritto di auto-difesa della Turchia, saranno considerati terroristi e trattati come tali. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan ha rivendicato l’ultimo attentato in cui hanno perso la vita 28 turchi. Adesso ci aspettiamo il sostegno incondizionato degli Usa per combattere il terrorismo, sia sul fronti interno che in Siria. Chi minaccia la Turchia, minaccia gli Stati Uniti”.
Gli Stati Uniti considerano il fronte curdo siriano un importante alleato nella lotta contro lo Stato islamico. Recep Tayyip Erdogan, intanto, ha nuovamente promesso alla nazione, in una riunione dell'Unesco a Istanbul, che la Turchia colpirà i curdi in tutto il mondo.
"Le nostre regole di ingaggio sono cambiate, colpiremo i terroristi ovunque, senza distinzione, sia curdi che fondamentalisti Isis. Quanti si opporranno alla lotta di Ankara, saranno considerati terroristi e agiremo di conseguenza. Coloro che continuano a sostenerli in nome della lotta contro lo Stato islamico, non fanno altro che peggiorare una situazione di per se già grave. L'Unità di Protezione Popolare, braccio armato siriano curdo, sfrutta la guerra contro l’Isis per ottenere fondi ed equipaggiamento dalle potenze straniere”.
Ankara, venerdì scorso, ha ricevuto un avvertimento non ufficiale dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel sospendere il bombardamento contro i curdi siriani, nel rispetto del diritto internazionale.
La Russia, che fornisce aiuti militari ai curdi siriani, ha confermato che l’aviazione ha già ricevuto l’ordine di colpire le truppe turche qualora dovessero invadere la Siria.
I curdi siriani stanno cercando di creare una regione autonoma curda nel nord della Siria, provando ad unire due territori. Li divide una striscia di 100 chilometri controllata dai ribelli islamici.

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/turchia-senza-se-e-ma-chi-ci-ostacola-sar%C3%A0-considerato-un-terrorista 

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