L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 febbraio 2016

Siria&Parigi, la verità avanza implacabile

PERCHÉ DIFESA ONLINE SI TROVA IN SIRIA?

(di Andrea Cucco)
11/02/16 
Era il 2011 quando, sull'onda dei "massacri" compiuti da Gheddafi, Francia e Gran Bretagna intervenivano militarmente contro il nostro "alleato" libico. Il raìsnon è mai piaciuto a nessuno in Italia, eravamo tuttavia soci in molti ambiti, da quello economico a quello del controllo dell'immigrazione.
Abbiamo assistito prima inermi e poi complici.
Quel che ci ha colpito in quei mesi era l'incoerenza tra le informazioni che giungevano ai/dai media - da una celebre emittente del Qatar in particolare - e ciò che fonti (in loco!) ci riportavano telefonicamente.
È andata come tutti sappiamo: non è ancora finita.
Dopo quell'esperienza abbiamo deciso di faretabula rasa, niente più giudizi preconfezionati da fonti "autorevoli".
In prima linea nel Donbass e poi in tutti i teatri che abbiamo raccontato, siamo andati a vedere di persona. Rischiando grosso, ma facendo giornalismo in presa diretta (vedi tutti i reportage).
Con riguardo alla Siria, abbiamo iniziato ad ascoltare e raccogliere esperienze di connazionali che in Siria ci avevano vissuto. Il quadro è apparso subito diverso...
Ora che vediamo con i nostri occhi il Paese, crediamo che le testimonianze fossero (sostanzialmente) corrette e che qualcosa non torni nella nostra informazione libera, democratica ed indipendente...
Buon ascolto!

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