L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 febbraio 2016

Tsipras falso ideologico, agricoltori e pensionati lo stanano

Pubblicato il:14 febbraio 2016

GRECIA: AGRICOLTORI BLOCCANO IL PAESE, IN ITALIA OCCHI E ORECCHIE SOLO PER SANREMO
In Grecia raddoppiate le tasse agli agricoltori che invadono le piazze. Contestazione contro Tsipras. In Italia? Riflettori solo su Sanremo.

Barricata durante i violenti scontri del 2008

In Grecia si bada al sodo: trattori in piazza e contestazione contro l'aumento delle tasse e la riforma pensionistica. Gli agricoltori invadono le strade di Atene e si piazzano dinanzi al parlamento dove è riunito il governo retto dal primo ministro Alexis Tsipras. In Italia occhi e orecchie solo per Sanremo. In Grecia la polizia deve usare le maniere forti lanciando lacrimogeni e bombe assordanti per disperdere i manifestanti che dal canto loro si difendono dicendo di essere scesi in piazza per manifestare pacificamente. Fatto sta che gli scontri non sono stati evitati. Tutto al contrario, mentre in Italia si guarda con interesse al Festival di Sanremo ed alle performance degli artisti, in Grecia ci si batte per i diritti. 
L'altra Europa con Tsipras? Non piace più ai greci 

Blocchi stradali ed autostrade chiuse. Soprattutto quella che collega Atene al Peloponneso. E proprio nella capitale il rischio è che non arrivino i rifornimenti e gli alimenti freschi. L'altra Europa di Tsipras e le sue scelte sembrano non piacere più ai greci. Gli agricoltori del Peloponneso rimangono riuniti nell'istmo di Corinto e non hanno nessuna intenzione di mollare la presa. "Non ce la facciamo più - hanno detto - nel giro di pochi mesi le tasse sono triplicate". In tutto sono circa 68 i blocchi stradali sparsi per la Grecia. I greci rigettano insomma le politiche di austerity imposte dalla Ue e dal Fmi e introdotte dal primo ministro Tsipras. Le proteste non si fermeranno: gli agricoltori hanno annunciato di voler continuare nella lotta anche la prossima settimana.

Ma in Italia i riflettori sono tutti per Sanremo 

La notizia delle nuove manifestazioni greche nel Bel Paese sembra non abbia avuto fino ad ora tanto risalto. Tant'è che quasi nessuno ne parla mentre i riflettori erano puntati tutti sul festival più famoso della canzone italiana. Sanremo con i suoi cachet per gli artisti e le stars non ha rivali. E dire che i destini italici fino a qualche tempo fa sembravano legati a doppio filo a quelli dei 'cugini' greci. Anche perché l'agricoltura e la produttività agricola dell'Europa meridionale (Sicilia, Spagna e Grecia in maniera particolare) risentono delle scelte di Bruxelles. L'apertura dei mercati europei all'ortofrutta nordafricana rischia di mandare al collasso un intero settore e sul lastrico intere famiglie. Ma si sa, Sanremo è Sanremo!

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