L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 febbraio 2016

Vendola, Sel sono sempre stati dei falsi ideologici e il mercimonio di infanti è l'esempio concreto


Uteri? Magari si affittassero i cervelli


La maternità surrogata a pagamento non ha niente di sinistra né di positivo: é solo l'arroganza dell'"io voglio" a tutti i cost
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Tanto per avere qualche nemico in più – mi son preso ormai tante di quelle volte del “fascista” che ormai mi fa solo da ridere – sento il dovere, verso me stesso e i lettori di Vvox, di scrivere queste righe.

Primo. I cuccioli nascono da maschio e femmina, da qualche milione di anni. Mi dispiace, ma l’evoluzione non l’ho inventata io, e nemmeno Darwin: é così e basta.
Secondo. La pratica – altrove già in uso, e che ora si vorrebbe rendere legale anche in Italia – del cosiddetto “utero in affitto” è nient’altro che l’ennesima, proterva richiesta di una Modernità tracotante e sfacciata, che ci ha abituato a pensare che tutto ciò che è possibile fare può essere fatto, ed anzi deve essere fatto. I Vernichtungslager si possono fare? Facciamoli. La bomba atomica si può fare? Facciamola. La clonazione dell’essere umano si può fare? Facciamo anche quella. Non posso avere un figlio perché sono maschio e maschio o femmina e femmina? Ma io lo voglio, e dunque lo posso fare.

Siamo onnipotenti, possiamo fare tutto: facciamolo. I Greci avevano un termine per indicare questo atteggiamento: hùbris, e spesso hanno raccontato quali terribili punizioni gli Dei riservassero a chi si macchiasse di questa terribile violazione del limite. Ma noi da tempo abbiamo abbattuto le are degli Dei, ed oggi sugli altari troneggiano solo la nostra arroganza e la nostra volontà di potenza.
Quanto poi a coloro che ci fanno la morale, come il signor (pardon: il “compagno”, con tutte le virgolette del caso) Nichi Vendola, forse i “compagni” dovrebbero valutare i contenuti classisti di un’operazione da ricchi che ben pochi si potrebbero permettere agli stessi livelli.
Infine, anche le “femministe” dovrebbero riflettere sul valore di una pratica che riduce la donna, per l’ennesima volta nella Storia, a strumento della volontà altrui. Ma purtroppo, se gli uteri si potranno affittare, per i cervelli tale possibilità è ancora preclusa. E questo è – bisogna dirlo – un gran peccato.

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